Il Tirreno

Toscana

Neonato morto dopo lo scoppio dell’airbag, indagati i genitori

Pietro Barghigiani
Neonato morto dopo lo scoppio dell’airbag, indagati i genitori

Pisa: l’accusa è di omicidio colposo, pesa la mancata disattivazione del dispositivo. Fissata l’autopsia sul corpicino del neonato

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PISA. Indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo i genitori del neonato morto domenica sera per le lesioni riportate nell’apertura dell’airbag del lato passeggero per effetto del tamponamento tra auto a un semaforo della periferia cittadina.

Si tratta di un provvedimento necessario per consentire ad Artan Xeka, 38 anni e ad Armanda Zhugri, 27, di nominare un avvocato in vista dell’autopsia in programma stamani a medicina legale.

L’accusa di partenza, contestata dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni, è quella dell’omicidio colposo semplice, ma non è escluso che nel corso degli accertamenti possa essere modificata in omicidio colposo stradale. A pesare è la valutazione della mancata disattivazione dell’airbag del lato passeggero dopo aver sistemato sul sedile del passeggero l’ovetto con il piccolo Brendon (avrebbe compiuto due mesi lunedì). Una violazione dell’articolo 172 del codice della strada che disciplina la collocazione nell’abitacolo di bimbi con determinate caratteristiche di peso e statura. Di sicuro per la Procura quella prescrizione andava rispettata al momento di far salire in auto il piccolo. Xeka al volante, Brendon al suo fianco e dietro la moglie con l’altro figlio, 3 anni a fine mese.

Una domenica trascorsa con la serenità di una famiglia felice su quella Citroën Berlingo che a pochi metri dal semaforo nel quartiere di Cisanello è diventata la terza vettura di un tamponamento a catena. Il dispositivo salvavita ha condannato il bimbo travolgendolo in un impatto fatale. Erano le 16,30. Dopo sei ore e nonostante un intervento chirurgico alla testa, il piccolo ha cessato di vivere. Se e come era stato sistemato l’ovetto (in direzione di marcia o contro) e la funzionalità dell’airbag che non era stato disattivato, sono elementi al centro delle indagini della polizia municipale.

Il magistrato ha intenzione di nominare anche un consulente in grado di ricostruire la dinamica del tamponamento e chiarire perché è scoppiato l’airbag del lato passeggero e non anche quello del conducente. Auto e ovetto sono sotto sequestro. Stamani è in programma l’autopsia sul neonato. L’anatomopatologo Vincenzo Nardini, specialista in neonatologia, avrà il compito di individuare le cause della morte del piccino che dall’incidente al decesso non ha praticamente mai ripreso conoscenza.

«Non l’ho visto» ripeteva anche ieri il papà ad amici e parenti, riferendosi all’auto contro cui è andato a sbattere, in un rosario di dolore in cui viene sostenuto dalla moglie. È lei a dargli forza e a tenerlo in sé in questo tsunami che ha travolto la coppia che ora deve rispondere di una dimenticanza che ha provocato la morte del loro ultimo figlio.

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