La manifestazione
Più veloci, più equi
Un'ora e 47 minuti di treno per coprire i 72 chilometri tra l'aeroporto di Pisa e quello di Firenze. Si parla sempre di grandi opere, ma la priorità è una crescita equa tra il capoluogo di regione e il litorale. E collegamenti più rapidi
Il treno parte alle 14,26 e mancano dieci minuti, devo sbrigarmi. Cammino per 270 metri: dall’aeroporto al Pisa Mover. Mi va bene, perché il trenino ipercriticato, quello che collega voli e treni, parte subito. Arrivo a Pisa Centrale, da lì prendo un regionale per S. Maria Novella e poi un bus per Peretola.
Eccomi al Vespucci: sono le 16,03. Lo dice Google con le sue icone: omino che cammina, navetta, treno, nuovo omino, bus. Un’ora e quarantasette minuti per collegare due aeroporti distanziati di 79 km. Oppure un’ora e 16’ per raggiungere il cuore di Firenze.
Francamente, a me tutto questo non basta. E non può bastare ai toscani. A nessuno di noi.
Puntuali come le conversazioni sul meteo, le rime a Sanremo e i rigori contestati in serie A, tornano in questi giorni i mitici confronti sulle grandi opere. Ne sentivamo la mancanza. Tra pochi mesi si vota, gente: è quel periodo magico nel quale tutto sembra possibile. Tunnel e viadotti, ferrovie doppie, trasporti avveniristici, ospedali moderni, sarà due volte Natale e festa tutto l’anno.
Pochi però parlano della priorità assoluta. L’idea che non ci sia una doppia velocità tra il bacino metropolitano fiorentino e la costa. L’idea che il buon futuro sia condiviso.
Con una FiPiLi in ostaggio del suo stesso traffico e costosissima per manutenzione, la vera grande opera, rivoluzionaria, sarebbe un’alta velocità locale che dimentichi le guerre del ’300 e connetta Firenze con Pisa (15 milioni di passeggeri ferroviari l’anno, più la rete portuale livornese e le varie diramazioni commerciali e turistiche).
Tutti gli indicatori economici assegnano tendenze vincenti ai territori vicini all’alta velocità. Il risiko degli aeroporti conta e ognuno può maturare la propria opinione (la mia è che sarebbe bastato un potenziamento coraggioso del Galilei). Ma la prima cosa è una crescita equa tra Firenze e il litorale. Ci si impegni per muoversi dalla Torre al campanile di Giotto in mezzora senza auto: deve essere la svolta per le prossime generazioni. Deve essere il nostro sogno. E il nostro piano.
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