Il Tirreno

Toscana

Toscana salute

«Fumo, familiarità e anche lo stress sono fattori di rischio per l’infarto»

M. Antonietta Schiavina
Il dottor Mario Cordoni
◗
Il dottor Mario Cordoni

Il cardiologo Cordoni: «I corretti stili di vita sono la migliore prevenzione. I farmaci servono dopo i problemi, non prima»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il sesso maschile e l’età che avanza predispongono agli eventi cardiovascolari, specie quelli più frequenti come le malattie delle coronarie di cui l’infarto è la manifestazione più grave, spiega il dottor Mario Cordoni, cardiologo, presidente dell'associazione Amici del cuore di Piombino. E, se le donne sono protette dall’infarto dalla situazione ormonale fino all'età fertile, «con la menopausa il rischio si bilancia o tende addirittura ad invertirsi».. I fattori di rischio maggiori per gli adulti?

«Quelli scientificamente riconosciuti sono distinti in non modificabili, come età e familiarità e modificabili come il fumo di tabacco, l’ipertensione arteriosa, il diabete, la sedentarietà, l’ipercolesterolemia e altri considerati minori ma non meno importanti come stress, obesità, iperuricemia e molti altri ancora»

Quanto incide la familiarità?

«Tantissimo nel rischio di infarto. Ma sono in corso studi sulla genetica dei pazienti che hanno malattie delle coronarie. I risultati sono eccezionali e presto potrebbero rendere disponibili terapie specifiche».

Quali i consigli per una corretta prevenzione delle malattie cardiovascolari?

«La migliore prevenzione è impostare un corretto stile di vita che consenta di combattere i fattori di rischio: adeguata alimentazione, attività fisica, niente fumo. Le terapie farmacologiche in prevenzione primaria, cioè se non si è mai manifestata un malattia cardiaca, hanno una modesta importanza; servono invece per prevenire le ricadute quando la malattia del cuore si è verificata».

Come si riconosce l’infarto?

«L’infarto di solito si presenta con un fortissimo dolore al centro del torace, a livello dello sterno, oppressivo (un masso enorme che lo schiaccia), con possibile irradiazione al braccio sinistro, alla mandibola e al dorso. Tuttavia in qualche caso si può manifestare in sedi diverse, come l’addome, o senza dolore, ma con il solo affanno o, addirittura, completamente senza sintomi”.

Quanto è importante il fattore tempo?

«È sempre importantissimo, prima nel riconoscere l’infarto e poi, fatta la diagnosi, nel procedere in modo che la coronaria chiusa venga disostruita con le terapie a disposizione. Quanto più tempo passa con la coronaria chiusa, più cellule del cuore muoiono per mancanza di ossigeno e più il cuore perde la funzione di pompa (la sua capacità di contrarsi)».

Cosa si può fare in attesa dei soccorsi?

«I soccorsi una volta attivati nelle nostre zone arrivano in maniera tempestiva. In ogni caso se il paziente è cosciente va tranquillizzato e mantenuto in posizione di riposo. Se perde coscienza bisogna praticargli le manovre di rianimazione cardio- respiratoria, con possibile utilizzo di defibrillatore dove disponibile».

Vaccinarsi contro l'influenza aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari?

«Aiuta sia per l'infarto sia per le mio-pericarditi. Nelle mio-pericarditi il virus può aggredire direttamente le cellule del cuore e anche eventualmente aprire la strada ai batteri. Nell’infarto l’influenza può predisporre un organismo debilitato, ma potrebbe avere pure un ruolo diretto, anche se per adesso non è stato completamente dimostrato».

Quali sono gli stili di vita “salva cuore” dal punto di vista dell'attività motoria?

«Per chi ha problemi cardiaci sono utili tutti gli sport prevalentemente aerobici, con pochi sforzi di tipo isometrico. Si devono evitare gli sforzi eccessivi, che vengono percepiti come tali dall’organismo. Ma soprattutto, prima di intraprendere qualsiasi tipo di sport, è d'obbligo controllare la situazione clinica del cuore con gli esami che il cardiologo ritiene opportuno. Certe volte, infatti, anche in assenza di sintomi possono esserci problemi cardiologici facilmente individuabili e risolvibili che, se non riconosciuti, potrebbero mettere a rischio la persona in caso di sforzo fisico».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web