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Disseta, rinfresca ed è goloso: il mandarino ci stuzzica

Irene Arquint
Mandarini sbucciati
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Mandarini sbucciati

Ha proprietà antiossidanti che ne fanno uno «scudo contro le malattie cardiovascolari,  neurodegenerative e infettive» Consumo moderato per i diabetici

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Originario delle zone tropicali dell’Asia, raggiunse il Mediterraneo sul nascere del XIX secolo attraverso la Cina meridionale, a cui non solo deve i natali ma anche il nome ereditato dagli omonimi funzionari imperiali. E rispetto ad altri agrumi come arancia, pompelmo, limone ottenuti da incroci botanici, il mandarino (come il cedro e il pomelo) è una varietà pura. Molto antica. La sua forza? L’apporto di vitamina C e la gradevolezza.

«Molto versatile, come tutti gli agrumi, è buono a fine pasto ma anche come spuntino durante la giornata. È ricco di vitamine, soprattutto la C, ma anche acido folico e precursori della vitamina A (caroteni) – commenta la nutrizionista Giusi D’Urso - Importantissimo il contenuto di acqua e sali minerali: in particolare calcio, potassio e fosforo. E di fibra: 1,7 grammi su 100 di parte edibile. Rispetto a frutti più amidacei come la mela ha un potere calorico maggiore per una maggiore quantità di zuccheri solubili (17,6 grammi contro i 10 grammi della mela) e una minore quantità di fibra totale che ne limita l’assorbimento. Inoltre il mandarino ha un minore potere saziante, rispetto a mela e pera, mentre è alto il suo potere dissetante e rinfrescante. Contiene polifenoli e antiossidanti che con la vitamina C costituiscono un vero e proprio scudo di difesa contro le malattie su base ossidativa (cardiovascolari, neurodegenerative) e infettiva». Adatto a grandi e piccini offre il meglio di sé a crudo sotto forma di spremute miste o in insalata.

Si può aggiungere nelle torte, in padella per la preparazione di scaloppine, per aromatizzare macedonie, a dolcificare lo yogurt naturale. «Se non ci sono particolari allergie, lo consiglio a tutte le età, anche durante lo svezzamento soprattutto sotto forma di succo e poi a pezzettini per i più grandicelli. Data la presenza di sali minerali è ottimo per gli anziani, con la dovuta attenzione al contenuto di zuccheri disponibili – dice la nutrizionista - Nel diabetico non è vietato purché consumato a stomaco pieno o associato ad altra frutta meno zuccherina e molto fibrosa. Ad esempio mandorle, noci e nocciole che hanno oltre alla fibra anche una quota di grassi e proteine tale da mitigare l’aumento di glicemia dovuto agli zuccheri semplici. Nelle persone obese e in sovrappeso è un’ottima soluzione, insieme a mandorle ed altra frutta a guscio, per spuntini pratici, anche fuori casa». Ma attenzione perché la vitamina C è molto labile per cui è bene consumarne il succo immediatamente per godere delle sue proprietà.

Ad esempio in insalata, per accompagnare fonti di ferro, unendo degli spicchi a varie tipologie di verdure. «Una volta che esso viene conservato o cotto i livelli di questa preziosa vitamina calano rapidamente. È importante sapere che l’associazione del mandarino e di tutti gli agrumi e i frutti in generale, con le fonti di ferro rende quest'ultimo più biodisponibile, perché la vitamina C ne facilita l’assorbimento - conclude Giusi D'Urso - quindi, ad esempio, nei bimbi in età scolare, il cui fabbisogno di questo minerale è altissimo, e che magari non gradiscono il limone perché troppo aspro, consiglio il succo fresco di mandarino sopra la carne e il pesce».

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