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Rossi abolisce un altro super-ticket: via quello sulle analisi di laboratorio

Samuele Bartolini
Rossi abolisce un altro super-ticket: via quello sulle analisi di laboratorio

Da marzo i toscani con redditi sopra i 36 mila euro   non lo pagheranno più, anche  se il taglio arriva con sei mesi  di anticipo sul piano del governo

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Niente più superticket sugli esami di laboratorio. Dal 2 marzo, qualunque reddito dichiarino i toscani, se faranno l’esame del sangue o l’esame delle urine in una struttura del servizio sanitario regionale non pagheranno più la quota aggiuntiva. Il presidente uscente della Regione Enrico Rossi e l’assessora altrettanto uscente alla salute Stefania Saccardi hanno deciso di cancellarlo.

La richiesta viene dai sindacati e i soldi sono stati trovati nel bilancio regionale. Il superticket per gli esami di laboratorio è il balzello che dal 2011 paga chi si trova nella fascia di reddito sopra i 36.000 euro (circa il 20% degli utenti toscani). È di 10 euro per ogni ricetta per la fascia di reddito 36-70.000 euro; 20 a ricetta per la fascia 70-100.000 euro; 30 a ricetta oltre i 100.000 euro.

«La fascia della popolazione sotto i 36.000 l’abbiamo tutelata. Noi siamo per le tasse da pagare in maniera progressiva», dice il presidente Rossi nella conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati con l’assessora Saccardi e Cgil, Cisl e Uil. Certo, sarà che le elezioni regionali sono dietro l’angolo, sarà che la giunta Rossi spara gli ultimi colpi prima di lasciare il posto a qualcun altro.

Fatto sta che dal 2 marzo il superticket per gli esami di laboratorio sparisce. Rimane quello sulle visite specialistiche. La giunta Rossi lo cancella per una valore pari a 4 milioni di euro (son 8 milioni di euro l’anno). Sì, perché tempo sei mesi e a settembre il ministro della Salute Roberto Speranza lo toglierà definitivamente. Almeno così ha annunciato. Non solo per gli esami di laboratorio ma anche per le visite specialistiche. «E Speranza ha pure promesso che sarà lo Stato a reintegrare le risorse mancanti dall’abolizione del superticket», dice Saccardi.

La Regione ha già cancellato dal 1° aprile 2019 il ticket sulla digitalizzazione della diagnostica per immagini (radiografie, tac e risonanze). Intanto rimane alta l’allerta sul coronavirus. Il presidente Rossi ha ribadito l’efficienza del servizio sanitario e ha aggiunto: «Gli ospedali toscani sono dotati di almeno 150 macchinette per la respirazione che permettono di curare la malattia evitando di andare in terapia intensiva». Macchinette che evidentemente possono essere molto utili nel contrasto alla malattia visto che il coronavirus attacca le vie respiratorie e si manifesta con una brutta polmonite.

Dal canto suo, l’assessora Saccardi rassicura sul passaggio in Toscana della famiglia di turisti taiwanesi, padre madre e due figli. Scoperti affetti da coronavirus una volta tornati a Taiwan e transitati da Firenze, Pisa e Siena durante la loro vacanza in Toscana, non avrebbero lasciato strascichi sul territorio regionale. «La famiglia è andata via il 29 gennaio. L’incubazione è di 12-14 giorni. Molto probabile dunque che non l’abbiano trasmessa quando erano da noi visto che non sono stati registrati casi di contagio», spiega Saccardi.

Inoltre, la Regione aprirà quattro nuove Case della Salute: due nella Asl Toscana Centro (Gambassi e Firenze zona D’Annunzio), due nella Asl Toscana Sud Est (Siena e San Giovanni Valdarno). L’ultima finanziaria regionale assegna 150 milioni in tre anni alla sanità da impegnare anche in edilizia. C’è l’impegno a nuove assunzioni a tempo determinato e alla copertura totale del turnover. —



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