Il Tirreno

Toscana

Piccola, leggera, sostenibile il segreto della Toscana dei viaggi

dall'inviato Guido Fiorini

La riscoperta dei paesi come valore aggiunto a città d’arte e mare. E la Regione punta sulla mobilità elettrica 

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dall'inviato Guido Fiorini

MILANO. C’è una parte di Toscana, collinare e montana, che se la sorvoli di notte è al buio. O quasi. Le luci si sono spente, perché i paesi si stanno spopolando. Ed è questa la sfida dei prossimi anni: riportare i piccoli centri a essere protagonisti.

Da una parte perché sono perle di un turismo che sta cambiando e vuole scoprire il “segreto della Toscana”. Dall’altra perché gli stessi residenti siano messi nelle condizioni di abitarli tutto l’anno, perché non chiudano più banche e uffici postali e perché i servizi arrivino fino a lì e non si debbano fare chilometri per andare a scuola.

Lo dice con chiarezza l’assessore al turismo della Toscana, Stefano Ciuoffo, salito a Milano alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, dove la Regione ha un grande stand. Una fiera dove anche Il Tirreno, per la prima volta, è protagonista, sia per la presentazione dell’edizione 2020 di Un’altra estate, il viaggio nei borghi, sia per la presenza del giornale “speciale”, dedicato in gran parte al turismo.Proprio con il titolo “Il segreto della Toscana”.

«Se noi pensiamo – dice Ciuoffo – che basti ancora puntare sulle grandi città d’arte o sulla bellezza del nostro mare, se ci diciamo che siamo depositari del più grande patrimonio artistico e culturale, e non facciamo nulla per scendere nei dettagli, per scoprire nuove realtà, per valorizzare i piccoli paesi, allora non cambiamo passo. Non possiamo più volare alti, dobbiamo farlo ma magari su un drone, a un’altezza dalla quale si vedono i particolari, le persone, i colori, si riscoprono le storie e le tradizioni». Volare, quindi, ma all’altezza giusta.

La riscoperta dei territori e dei paesi è la sfida dell’offerta turistica della Toscana per i prossimi anni. Una sfida che si lega anche alla “sostenibilità” del turismo stesso, un valore aggiunto che piace soprattutto ai visitatori dei paesi del Nord Europa. A maggior ragione in un contesto internazionale che oggi registra lo spettro di una grave crisi del mercato dei turisti cinesi.

«Secondo le nostre stime – dice Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione – i turisti del Nord Europa sono pronti a spendere fino al 5% in più per le loro vacanze per la “sostenibilità”. E noi stiamo lavorando perché la costa della Toscana diventi una zona visitabile dall’immediato entroterra anche senza auto, spostandosi solo su mezzi elettrici o biciclette».

La sostenibilità come valore, ma anche come vantaggio. L’obiettivo è renderla uno strumento che innalzi l’attrattività per gli ospiti e la vivibilità per i residenti, generando conseguenze positive per l’intero territorio e collaborando alla creazione di un’immagine turistica all’avanguardia.

E quindi, forse per la prima volta, in un contesto di politiche turistiche emergono concetti come la riduzione drastica della quantità di rifiuti prodotti e la realizzazione di percorsi virtuosi per la raccolta e la gestione. Ma il tema centrale è quello della mobilità: non c’è sostenibilità nel turismo senza che si affronti il nodo degli spostamenti da e sul territorio dei viaggiatori. E questi spostamenti devono essere “leggeri”. «Stiamo lavorando – dice ancora Palumbo – sulla riduzione delle emissioni attraverso nuovi servizi di trasporto, sistemi di micro-mobilità, rete della mobilità lenta, mobilità elettrica e intermodalità. La Toscana deve diventare la zona di riferimento per chi vuole fare un certo turismo».

E questo lega anche i territori fra loro, riscoprendo quella rete di relazioni che ci sono fra paesi e fra mare, colline e montagna. «Non possiamo più pensare a una Toscana a tre velocità – chiude l’assessore Stefano Ciuoffo -, con l’area metropolitana “ricca” e piena di luci, una costa che ha tanti problemi ma anche la possibilità di ripartire e colline e montagne che sono “al buio” e non vedono una prospettiva. Se noi sapremo mettere nelle condizioni di vivere bene tutto l’anno i residenti dei nostri piccoli borghi, perle meravigliose da scoprire per chi viene da fuori, ecco che avremo quel valore aggiunto nel turismo che può farci fare un salto di qualità. Accanto alle grandi città d’arte e al nostro splendido mare». —

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