Gioco
«Pianosa un incanto Livorno la sorpresa»
Il direttore di Lonely Planet: la vostra regione si ama Se fossi livornese farei la campagna “Non venite qui”
. Ama Pianosa. Così tanto da avere la meraviglia negli occhi quando ne parla. Angelo Pittro, direttore Italia di Lonely Planet è alla Bit a raccontare di guide e di esperienze di viaggio. Protagonista di un convegno della regione Marche non esita a parlare anche di Toscana «che, per me, è un po’ casa».
Quanto conosce la Toscana?
«Da quando avevo 15 anni la frequento ogni anno in estate: da ragazzino andavo al Giglio e a Giannutri e adesso il mio rifugio è a Manciano dove c’è una casa della famiglia di mia moglie».
Ci parla subito di una Toscana poco conosciuta.
«Il cuore dell’Italia per un turista sono Roma, Firenze e Venezia ma se chiediamo non quale città sognate ma quale regione amate, la risposta è subito Toscana».
Mi parli del primo luogo a cui pensa.
«Due anni fa abbiamo fatto un progetto con il Parco dell’Arcipelago toscano. Una guida sull’ Elba. E Pianosa. Ho dormito nell’unico albergo che c’è lì. Sembra impossibile che nel Nord del Mediterraneo possa esistere un luogo così intatto. Un’isola perfetta sia dal punto di vista storico sia naturalistico. Per la guida ho messo una foto di copertina di Pianosa, non potevo evitarlo. Ne sono rimasto affascinato. Mi sono anche chiesto come valorizzare quel posto ma non ho trovato risposta. Farci andare il turismo internazionale significa forse danneggiarla ma non farla conoscere è forse giusto? Tra qualche settimana esce la seconda edizione della guida».
Con la sua esperienza, non sarà un caso unico.
«Mi vengono in mente spesso luoghi dell’Italia su cui ti soffermi perché pensi che non possano esistere luoghi così belli e quasi sconosciuti. Quando pensi alla Toscana credi di conoscere tutto e invece ci sarebbero tanti luoghi da poter mettere sotto i riflettori».
Una città “poco toscana” è Livorno. La conosce?
«Mi ci sono fermato una volta per caso. Sono andato in Venezia. Un’altra volta, anni fa, mi chiamò un assessore chiedendomi se volevamo fare una guida ma ricavai la sensazione che non ci fosse un cultura del turismo su cui lavorare. Livorno mi sembra un po’ come Ancona: un luogo dove vai a prendere la nave ma se per caso ti fermi e la visiti rimani sbalordito. E mi piace anche che molti livornesi non vogliano i turisti».
In che senso, scusi?
«Così facendo invitano a vivere Livorno e non a visitarla per turismo. È un concetto moderno. Fossi in loro farei una campagna all’insegna del “non venite a Livorno”. Sarebbe un successo incredibile. La Toscana è come un ristorante a cinque stelle. Se vuoi venire da me non devi essere affamato ma devi avere voglia di mangiare cose straordinarie, gustandole. Questa è la ricetta turistica per la vostra costa: se vuoi Livorno o a Piombino devi essere pronto a gustarle. Senza fame».
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