Il Tirreno

Toscana

Reportage dal futuro

In crociera a Livorno e in battello a Pisa: ultime notizie dal 2030, non è un sogno

Francesco Loi
In crociera a Livorno e in battello a Pisa: ultime notizie dal 2030, non è un sogno

4 MINUTI DI LETTURA





“In barca fino alla Torre pendente”. «Possibile?». Quel volantino trovato a bordo li aveva incuriositi. «Non possiamo perdere questa occasione», si erano detti Dirk e Ilse Jansen, coniugi olandesi, di Amsterdam, arrivati a Livorno con una nave da crociera. Così, quella mattina, sono scesi a terra impazienti. Ad attenderli all’imbarco, raggiunto dopo dieci minuti di navetta, un piccolo battello fluviale ecologico con lo scafo bianco e rosso. I colori di Pisa.

«Pronti?». A bordo una quarantina di persone. «Cominciamo la navigazione, tra mezzora saremo a Pisa», annuncia il capitano. Il battello solca le acque docili dello Scolmatore, lasciandosi alle spalle le sagome delle strutture del porto, e poco dopo entra nel canale dei Navicelli. Un tratto in mezzo alla fitta pineta, un altro ancora a fianco dei capannoni della Darsena Pisana dove si costruiscono i mega yacht. Poi, oltre le porte vinciane dell’Incile, l’ingresso nelle acque dell’Arno. Sopra, Pisa con la sua storia.

Da una sponda all’altra, lunghi filari di luci. «Domani è San Ranieri, patrono di Pisa. Stasera, 16 giugno, la città lo festeggia con la Luminara, una cerimonia che si perde nella notte dei tempi», dice al microfono la guida Martina, in inglese. «È bello che nel 2030 le città ancora valorizzino certe tradizioni», sorride Ilse, mentre Dirk indica qualcosa e scatta foto con il cellulare. «È la Cittadella, simbolo della potenza della Repubblica Marinara», interviene subito Martina.

«Prima fermata», risuona la voce del capitano. Il pontile è di legno, una scala in pietra conduce fin sulla strada. La guida richiama l’attenzione: «Iniziamo la nostra visita. Prima saliremo sulla Torre Guelfa, alta 18 metri: da lì potrete ammirare tutta Pisa. Andremo poi al Museo delle antiche navi: lì scoprirete un tesoro meraviglioso. Racconta la storia di Pisa dalla fase etrusca e romana, fino all’arrivo dei Longobardi. Sono passati trent’anni da quando alla periferia della città, in un cantiere delle Ferrovie, è stato scoperto uno dei più ricchi e complessi giacimenti archeologici del secolo. Lungo un alveo fluviale ormai scomparso si sovrapponevano oltre trenta relitti di imbarcazioni antiche, travolte da varie alluvioni in circa mille anni di storia (dal III sec. a.C. al VII sec. d.C.), oltre a migliaia di reperti in straordinario stato di conservazione. Sono tutti qui per voi».

L’emozione di immergersi nel passato. «Anche noi ad Amsterdam abbiamo a che fare con i canali», dice con orgoglio Dirk. «Ma questo museo è affascinante, non me lo aspettavo».

Seconda fermata: Ponte di Mezzo. Un bar sulla sponda del fiume suona la musica del momento. «Questo cocktail è per voi. Poi incamminiamoci, tra quindici minuti saremo alla Torre». La comitiva passa sotto i loggiati di Borgo, salotto del centro storico, sbirciando le vetrine dei negozi. Sosta in piazza dei Cavalieri, sede della famosa Scuola Normale fondata da Napoleone. «Quella è la torre del conte Ugolino: conoscete la sua storia?», chiede Martina. «Anche noi abbiamo studiato la Divina Commedia...», risponde Ilse. Le bancarelle di prodotti tipici e i bei locali contornano via Santa Maria e accompagnano fino in piazza Duomo. «È più pendente di come la immaginavo», dice Dirk alla moglie.

La Cattedrale, il Battistero, la salita sulla Torre. Al tramonto le navette sono pronte per il viaggio di ritorno. «E meno male che a Pisa c’era da vedere solo la Torre... La prossima volta torniamo con i nostri figli, volo diretto e ci fermiamo per qualche giorno».

È un racconto, con una buona dose di fantasia. Un salto in avanti di dieci anni, nella Pisa del futuro. «Fantasia sì, ma fino ad un certo punto. Perché il Museo delle navi antiche c’è, la Torre e Piazza dei Miracoli evidentemente anche. E sul circuito delle acque siamo davvero al lavoro dopo l’apertura dell’Incile, il tratto di canale che ha finalmente collegato Navicelli e Arno», dice il sindaco di Pisa, Michele Conti.

«In realtà questa fantasia – aggiunge Conti – mette insieme i grandi obiettivi che stiamo inseguendo: allargare l’offerta turistica oltre la Torre e indurre i turisti ad una permanenza prolungata nella nostra città. Il collegamento fluviale, che idealmente riaggancia la città al passato glorioso della Repubblica Marinara, mixando mobilità sostenibile e fruizione turistica, è una delle leve da utilizzare. Un progetto che stiamo sviluppando con la nostra società Navicelli. Sarebbe un modo anche per valorizzare il circuito museale dei lungarni: dal San Matteo a Palazzo Lanfranchi, da Palazzo Blu alla Chiesa della Spina, fino a Palazzo Reale ed agli Arsenali. Contro “il mordi e fuggi”. Peraltro sono tutti elementi contenuti nel dossier per la candidatura di Pisa a capitale italiana della cultura 2021 che entro il 2 marzo presenteremo al ministero dei Beni culturali. Una prospettiva decennale, dove l’offerta turistica, culturale e storica riveste un ruolo centrale. La Pisa del futuro è questa: una sfida da vincere».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web