La manifestazione
«Concepirono la figlia solo per violentarla»
Il gip fa arrestare due madri e un padre: le donne abusavano delle loro bambine di 10 e 3 anni e mandavano i video all’uomo
Loro, le donne, sono sospettate di aver abusato delle proprie figlie, oggi 10 anni e poco più di 3. E sarebbero state pienamente d’accordo con lui, padre della più piccola, sotto inchiesta non soltanto per aver messo le mani addosso alla bambina nel corso dei rapporti sessuali con la compagna ma anche per essersi fatto mandare immagini dei genitali delle piccole (in cambio di denaro, nel caso di quella più grande) e di aver inviato una sorta di manuale pedopornografico. Anzi, la bambina più piccola, secondo il gip, è addirittura stata concepita e messa al mondo solo e soltanto per soddisfare le voglie sessuali dei genitori. Giocattoli sessuali.
Sono finiti tutti e tre in carcere: un 40enne che abita nella provincia di Grosseto e che ha avuto già dei guai con la pedopornografia, tanto da essere arrestato e riportarne una condanna a oltre due anni; la sua compagna di Terni, stessa età; una donna di Reggio Emilia, 37 anni. La polizia postale ha chiamato l’operazione “Dark Ladies”. E i contorni della vicenda sono assolutamente “neri”, raccapriccianti. Il contenuto delle chat sequestrate e il riscontro con il materiale rinvenuto non hanno lasciato dubbi al gip del Tribunale di Firenze, che ha ritenuto anche pienamente sussistente il pericolo di reiterazione dei reati. Al punto che le bambine sono state affidate ai servizi sociali e portate in luoghi sicuri.
L’inchiesta era partita nell’estate scorsa, quando la polizia postale aveva effettuato una perquisizione a casa dell’uomo nell’ambito di un’indagine sulla presenza di utenti italiani in alcuni gruppi a tema pedofilo sulla piattaforma Telegram. Questi aveva fatto trovare le immagini a contenuto pedopornografico: «Tra le foto c’è anche quella di mia figlia, nata tre anni fa». Tra i contatti individuati (utilizzato anche il metodo “sotto copertura”), anche quello della compagna e quello della donna di Reggio Emilia, sulle quali sono sviluppati gli approfondimenti investigativi, che hanno compreso anche l’individuazione del cosiddetto “prontuario” del pedofilo, contenente informazioni, comportamenti, consigli che la magistratura qualifica come un primo passo per l’adescamento o lo sfruttamento sessuale dei minori.
Le conversazioni tra i genitori della più piccola contengono particolari agghiaccianti, che inducono il gip a ritenere come «assolutamente verosimile che la donna abbia portato avanti la gravidanza con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise con il compagno, in particolare quelle di poter abusare della figlia, usata come giocattolo sessuale». Perversioni di cui il giudice trova riscontro anche in una chat con la donna emiliana e negli accordi presi dai genitori sul modo in cui la piccola doveva venire vestita in occasione di una visita a casa dei nonni. Chiarito, perché emerso nelle chat, che l’uomo aveva toccato i genitali della figlia in almeno due occasioni mentre i genitori stavano consumando un rapporto sessuale (nel primo caso la piccola aveva un anno, nel secondo due anni), il gip rileva che la donna non solo sapeva benissimo quali erano le intenzioni dell’uomo ma anche che per i genitori la piccola era un fattore eccitante.
Se per la donna di Terni l’ipotesi di accusa parla di foto pedoporno inviate al compagno e di concorso nell’aver costretto la bambina a subire rapporti sessuali, per la piccola di Reggio Emilia il sospetto è che sia stata costretta a compiere o a subire atti sessuali (masturbazioni e penetrazioni) dalla madre: episodi iniziati nel 2011, cioè quando la piccola aveva un anno, ritratti in foto e video inviati all’uomo in cambio di denaro, con pagamenti attraverso vaglia postali. L’analisi dello smartphone sequestrato all’uomo la polizia postale ha ricavato anche le date di scatto e di invio delle immagini. Anche in questo caso il gip parla di un «giocattolo sessuale», con la donna che avrebbe praticato gravissime violenze alla figlia con lo scopo di ottenere piccole somme di denaro. —
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