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Toscana

Uffizi, storica vittoria contro il bagarinaggio online

L'affaccio sull'Arno sotto la Galleria degli Uffizi (foto Agf/Antonelli)
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L'affaccio sull'Arno sotto la Galleria degli Uffizi (foto Agf/Antonelli)

Una sentenza del tribunale dell'Arizona vieta l'uso del nome "Uffizi" nei siti non ufficiali, Schmidt: "Colpo devastante ai vampiri della Rete"

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FIRENZE. Per la prima volta in assoluto un tribunale - la Corte federale dell'Arizona - ha vietato l'utilizzo da parte di terzi dei domini uffizi.com, uffizi.net, uffizigallery.com, uffizigallery.net, uffizigallery.org e altri simili. Per il museo fiorentino si tratta di "una storica vittoria giudiziaria delle Gallerie degli Uffizi contro il bagarinaggio online". Sono siti finora sfruttati per vendere biglietti del museo a prezzi maggiorati, usando indebitamente il nome Uffizi per ingannare i visitatori. Ora potranno essere utilizzati solo ed esclusivamente dagli Uffizi, unico titolare e presente in rete col sito ufficiale uffizi.it. "Vittoria storica non solo per Uffizi, per il Mibact e per i beni culturali, ma anche per la dignit dei cittadini onesti - commenta il direttore Eike Schmidt - Abbiamo assestato un colpo devastante contro i vampiri della Rete che per anni, come parassiti, hanno illegalmente e in malafede sfruttato il nostro patrimonio e la nostra immagine. Ma non solo: questi siti pirata infatti hanno tratto in inganno visitatori di tutto il mondo". 

"Abbiamo assestato - commenta il direttore degli Uffizi - un colpo devastante contro i vampiri della Rete che per anni, come parassiti, hanno illegalmente e in malafede sfruttato il nostro patrimonio e la nostra immagine. Ma non solo: questi siti pirata infatti hanno tratto in inganno visitatori di tutto il mondo". Non si è trattato di un contenzioso qualsiasi, spiegano dagli Uffizi: dietro il fenomeno del bagarinaggio online girano somme enormi, guadagni sottratti alla collettivit che vanno a finire nelle tasche dei furbetti del web.

La battaglia legale è stata tra il museo fiorentino e la societ BoxNic Anstalt, che in Arizona aveva registrato numerosi domini contenenti il nome degli Uffizi. La società li ha utilizzati per anni a proprio esclusivo profitto, esercitando di fatto un'attivit di secondary ticketing a danno della Galleria e della sua reputazione. Ma la Corte Federale dell'Arizona ha dichiarato il "superiore diritto del museo" italiano rispetto alla società ad usare nome, marchio e logo degli Uffizi.

La corte dell'Arizona ha giudicato la società colpevole di cybersquatting (occupazione abusiva di spazio informatico), trademark infringement and dilution (violazione e sfruttamento del marchio identitario e commerciale) e unfair competition (concorrenza sleale). La sentenza ha dunque imposto a BoxNic il divieto di usare sia il nome sia il logo degli Uffizi (anche in versioni simili), nonch di autorizzare altri a farlo, obbligandola a trasferire agli Uffizi stessi, entro 15 giorni, la registrazione dei domini dei quali si era appropriata.

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