Lutto
Geloni in arrivo con gli sbalzi freddo/caldo
Mani e piedi sono di regola più colpiti, ma il problema investe anche orecchie e naso. L’eritema pernio è un’infiammazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle sottoposti a uno “choc” termico repentino. Ma si possono prevenire coprendoci bene
Il freddo, accompagnato da umidità, è nemico della pelle e non si rischia solo in montagna nelle grandi altitudini, perché i danni della bassa temperatura possono esistere in ogni luogo. Ma quali sono le patologie da freddo che possono colpire la nostra epidermide? E come ci deve comportare per prevenirle, diagnosticarle e curarle? Per capirne di più abbiamo preparato, grazie alla collaborazione del dottor Giovanni Bagnoni, direttore dell’unità operativa di dermatologia di Livorno e Massa Carrara, una guida .
Che cosa sono esattamente i geloni?
Il gelone o eritema pernio, è una reazione cutanea causata dal riscaldamento repentino dopo l'esposizione a temperature fredde che provoca una forma infiammatoria dei piccoli vasi sanguigni presenti nella pelle. Il danno termico ai capillari induce una risposta cutanea che si manifesta con arrossamento, prurito, gonfiore e vesciche sulle estremità del corpo, come naso, orecchie, piedi e mani. I geloni possono essere idiopatici (dovuti a cause non note) o associarsi a importanti condizioni mediche, che devono essere approfondite.
Come mai in inverno alcune persone ne soffrono?
Le basse temperature provocano la costrizione vascolare, mentre quelle calde inducono vasodilatazione. Se il passaggio dal freddo al caldo è brusco, si può verificare una dilatazione dei capillari più rapida rispetto a quella dei grandi vasi sanguigni; ciò può comportare la fuoriuscita di componenti ematiche nei tessuti circostanti. Il fenomeno determina l'insorgenza dell'infiammazione cutanea nella zona interessata, che a sua volta si associa ai sintomi tipici dei geloni.
È un problema ereditario?
C’è sicuramente una predisposizione ereditaria ed è più predisposto il sesso femminile.
Come si riconosce un gelone?
Dopo l'esposizione al freddo insorge una sensazione di bruciore e di prurito. Successivamente, i sintomi peggiorano se l'individuo entra in un ambiente caldo.
Segni e sintomi di geloni possono includere: gonfiore localizzato, spesso ai piedi o alle mani, cambiamenti del colore della pelle (dal rosso al blu scuro), accompagnati da dolore, nonché possibile formazione di vesciche ed ulcere.
Le lesioni possono essere singole o multiple: più geloni possono rimanere circoscritti o unirsi per formare un'estesa zona eritematosa. Se il paziente evita l'ulteriore esposizione al freddo, i geloni, di solito, scompaiono entro 1-3 settimane, anche se poi, possono tornare stagionalmente per anni.
Se le ulcerazioni alle estremità in caso di geloni sono molto ricorrenti, che esami bisogna effettuare?
È necessario effettuare esami specialistici per escludere o confermare malattie del tessuto connettivo, in particolare il lupus eritematoso, sclerosi sistemica o in associazione con il fenomeno di Raynaud (vasospasmo eccessivo dei piccoli vasi sanguigni delle dita).
Come si curano i geloni?
Con creme a base di corticosteroidi, che possono aiutare ad alleviare prurito e gonfiore. Per quanto riguarda la terapia farmacologica la nifedipina (principio attivo calcio-antagonista, utilizzato anche per l’azione terapeutica sui vasi sangugni, ndr) può essere prescritta per trattare i casi più gravi o ricorrenti. Questo farmaco abbassa la pressione del sangue e provoca vasodilatazione riducendo il dolore, agevolando la guarigione e prevenendo le recidive. Gli effetti collaterali possono includere però vampate di calore, mal di testa. Per quanto riguarda la prevenzione delle infezioni, se la pelle è danneggiata, il trattamento comprende la pulizia con un antisettico e la protezione delle ferite. Se invece subentra un'infezione, il medico può prescrivere antibiotici.
I geloni si possono prevenire?
Sì. Bisogna evitare lunghi periodi di esposizione al freddo, coprire tutta la pelle esposta, indossare diversi strati di vestiti, guanti e calzature che mantengano il calore; assicurarsi di mantenere il viso e le orecchie al caldo, utilizzando un cappello e una sciarpa. Infine, se la pelle è esposta al freddo, è utile riscaldarla gradualmente, poiché le brusche variazioni di temperatura possono peggiorare i sintomi dei geloni.
È vero che chi soffre in inverno di geloni, nella stagione calda ha il problema opposto e cioè l'iperidrosi, cioè un’eccessiva produzione di sudore?
Esattamente. Chi soffre di geloni nel periodo invernale più frequentemente presenta iperidrosi in estate.
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