Toscana
Dita bianche, poi bluastre dopo l’esposizione al gelo? È il fenomeno di Raynaud
Il dermatologo Bagnoni avverte: «A volte sono associate alla presenza di una malattia autoimmune sistemica»
LIVORNO. Il Fenomeno di Raynaud, scoperto alla fine dell’Ottocento dal medico francese Maurice Raynaud - spiega il dottor Giovanni Bagnoni, direttore dell’unità operativa di dermatologia di Livorno e Massa Carrara (nell’Asl Toscana Nord Ovest)- è una condizione clinica per cui le estremità ( mani e piedi, ma in rari casi anche naso ed orecchie), diventano insensibili e cambiano colore dopo esposizione al freddo.
Dottor Bagnoni, come si manifesta questa patologia?
«Si manifesta con pallore (“dita bianche”) o cianosi (colorazione bluastra) e infine, quando è in fase di risoluzione si risolve ( o svanisce?), con rossore (eritema). Questo accade per un’eccessiva risposta dell’organismo agli stimoli ambientali: le arteriole che irrorano le estremità si contraggono provocando una riduzione del flusso sanguigno (da qui il pallore), che tende poi a ristagnare localmente causando una perdita di ossigeno (cianosi) e una sensazione di freddo. Quando il vasospasmo viene meno e la circolazione si ripristina, vi è un rapido ritorno di sangue nelle zone colpite».
A quel punto che cosa succede?
«Si manifesterà rossore cutaneo e il paziente avvertirà calore, talvolta così veloce da sentire perfino dolore. Non in tutte le persone con fenomeno di Raynaud le manifestazioni cliniche hanno la stessa entità e se in alcuni casi esse vengono avvertite come un semplice fastidio, presente ad esempio unicamente nelle giornate più fredde, in altri assumono carattere disabilitante».
Può complicarsi?
«In certi casi sì, provocando alterazioni a livello cutaneo, sotto forma di aree di secchezza (xerosi) locale, lesioni della cute a carattere ragadiforme o vere e proprie ulcere».
È una patologia frequente?
«Al contrario, questa è una patologia piuttosto rara: le tipiche manifestazioni vasospastiche interessano il 5-10% della popolazione. In molti casi poi rappresentano una condizione benigna, specie quando sono presenti fin dall'adolescenza o vi sia una familiarità. Mentre in alcuni casi sono associate alla presenza di una malattia autoimmune sistemica (sclerosi sistemica, connettivite mista, il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjogre: malattia infiammatoria cronica autoimmune, più frequente nelle donne, che colpisce soprattutto le ghiandole lacrimali e salivari; connettivite indifferenziata, eccetera».
Come si cura?
«È indispensabile usare indumenti adeguati a evitare fattori aggravanti quali stress, traumi digitali e farmaci che provocano vasocostrizione. Come terapia, poi, si usano farmaci che dilatano e rilassano i vasi arteriosi a livello digitale e cutaneo. Questi farmaci riducono potenzialmente il numero degli attacchi e la severità degli episodi di Raynaud. Il principale obiettivo della terapia farmacologica è, infatti, di prevenire l’insorgenza di nuove ulcere digitali e danni tissutali che conducono a fibrosi tissutale. Si usano perciò: vasodilatatori, bloccanti dei canali del calcio, prostaglandine, antiaggreganti/anticoagulanti».
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