Il Tirreno

Toscana

L’appello contro sanremo 

«Sono stata stuprata: non posso accettare l’esibizione di Cally»

Il.Bo.

L’accusa di Margherita alla Rai: «Io vivo sotto falsa identità per sopravvivere e voi fare esibire questo tipo: vergogna»

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livorno. «Io mi chiamo Margherita (il nome lo abbiamo cambiato noi, per proteggere l’identità di chi parla, ndr) e sono una delle tante vittime di violenza sulle donne. Tre anni fa ho dovuto abbandonare il mio lavoro, la mia casa, il mio paese. Vivo nascosta da tre anni, per salvaguardare la mia vita. La persona che mi ha picchiato e violentato è ancora libera purtroppo per la lentezza della giustizia italiana. E vedere Junior Cally che partecipa al festival di Sanremo mi fa provare vergogna».

Trema la voce di Margherita mentre registra il messaggio vocale. Un messaggio che chiede a Il Tirreno di diffondere. Non trema di paura, non questa volta. È indignazione. E Margherita conosce la differenza fra paura, vergogna e indignazione. Sono sentimenti che ha sperimentato tutti negli ultimi anni. Il suo ex compagno l’ha perseguitata, terrorizzata, pestata a sangue - le ha perfino fratturato una gamba con un ferro da caminetto - e l’ha stuprata. Non è mai stato fermato.

Lei, Margherita, per sfuggirgli è costretta da anni a vivere in una località protetta. Lui, denunciato più volte, ha subito solo un processo. E ha una condanna in primo grado. Il secondo processo, che Margherita aspetta da quasi due anni, inizierà (forse) a settembre. Perché dopo varie lamentele hanno anticipato la prima udienza che era fissata a gennaio 2021. Eppure non si è mai sentita tanto arrabbiata e indignata come per la partecipazione del rapper Junior Cally a Sanremo. Certo non è la sola. Lo ripete e lo ripete: «È veramente vergognoso che un Cally addirittura partecipi a un festival importante come Sanremo che rappresenta l’Italia con una canzone che inneggia alla violenza sulle donne e che peraltro offende anche l’arma dei carabinieri è veramente vergognoso. Questo è un fatto di cui tutti noi dobbiamo veramente vergognarci».

In realtà Junior Cally non parteciperà al festival di Sanremo con una canzone che inneggia allo stupro. Quella l’ha scritta nel 2017 e ha avuto tre anni per fare proseliti. Al festival ci sarà con un pezzo nuovo. Ma poco cambia, come hanno fatto notare parlamentari, associazioni e donne (ma anche uomini, per la verità) che negli ultimi giorni, si sono opposti all’esibizione del rapper in tv. A Sanremo, perlomeno. Sono state presentate petizioni, sono state lanciate proteste via social, ma senza alcun risultato. «Non si può permettere a una persona che istiga le persone a violentare le donne, che parla male delle forze dell’ordine e nello specifico dei carabinieri a comparire in televisione. Io sono veramente esterrefatta dal comportamento dello Stato italiano che peraltro possiede la Rai e quindi ha voce in capitolo sul festival di Sanremo : mi vergogno quasi di far parte di questo Stato. Un artista così non dovrebbe nemmeno essere ammesso alla porta di servizio di un festival come Sanremo». —

Il.Bo.



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di Redazione web