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Moretti ricorre in Cassazione contro la condanna da ad di Ferrovie
Il manager cerca l’assoluzione per la morte di 32 persone pure come ex amministratore delegato di Rfi. A difenderlo sarà l’avvocato Franco Coppi
VIAREGGIO. Un avvocato italiano di fama internazionale per il ricorso in Cassazione depositato per conto di Mauro Moretti, condannato dalla Corte di Appello di Firenze sia come amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (così i giudici di primo grado) che come ad di Ferrovie dello stato. A difendere il manager di Stato sarà Franco Coppi, già difensore di personaggi come Giulio Andreotti, Silvio Berlusconi, Gianni De Gennaro. Un ricorso presentato di concerto con l’avvocato Armando D’Apote, difensore di Moretti in primo e secondo grado, di fronte ai giudici del Tribunale di Lucca prima e della terza sezione della Corte d’Appello di Firenze, dopo.
«Abbiamo sollevato questioni su tutte le accuse che hanno portato alla condanna», ha dichiarato D’Apote all’Ansa. Accuse che di fronte ai giudici della Suprema Corte, vanno smontate prima di tutta sul fronte della procedura giuridica - corretta o meno - adottata dai giudici fiorentini. I quali, nelle motivazioni della sentenza diventate pubbliche sul finire dello scorso anno, hanno anticipato alcune delle obiezioni possibili nei ricorsi dei difensori degli imputati di fronte alla Cassazione.
Hanno depositato ricorsi anche le parti civili, compresi Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana, il sindacato dei ferrovieri Orsa, i difensori dei Rappresentanti dei lavori alla sicurezza in ferrovia. Soprattutto relativamente alle assoluzioni in appello degli esponenti di Trenitalia e Rfi che - a detta della sentenza di primo grado - avrebbero potuto e dovuto provvedere affinché sui treni trasportanti merci pericolose fossero montanti i sistemi di allarme anti svio che l’Europa ancora oggi rifiuta di considerare come obbligatori, nonostante la strage di Viareggio. —
Donatella Francesconi
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