Il Tirreno

Toscana

Coronavirus: i due contagiati e la comitiva a Firenze. Senza sintomi, niente bonifica dell’hotel

Mario Neri
Coronavirus: i due contagiati e la comitiva a Firenze. Senza sintomi, niente bonifica dell’hotel

La task force attivata dalla Regione Toscana sta ricostruendo con un’indagine epidemiologica tutti i contatti diretti avuti dalla coppia durante il soggiorno fiorentino

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FIRENZE. No, non immaginate uomini bardati con mascherine, protezioni facciali, camici protettivi e copriscarpe scendere da un’ambulanza e dirigersi come una specie di commando sanitario verso una camera d’albergo da trasformare in un bunker inavvicinabile. Firenze non è Roma, anche se i due turisti cinesi contagiati dal coronavirus e ricoverati all’ospedale Spallanzani sono passati dal capoluogo. Anche se i primi due casi registrati in Italia dell’epidemia scoppiata in Cina sono transitati dalla Toscana, la Toscana non è (almeno non ancora) una zona rossa nella mappa del contagio.

La task force attivata venerdì dalla Regione sta ricostruendo con un’indagine epidemiologica tutti i contatti diretti avuti dalla coppia durante il soggiorno fiorentino. «Stiamo cercando di tracciare una mappa dei luoghi frequentati qui per ricostruire eventuali contatti stretti, che al momento non sembrano esserci. Da quello che siamo riusciti a stabilire finora incrociando le informazioni date al ministero della Salute dai due pazienti con quelle del personale dell’hotel, la possibilità che possano aver trasmesso la malattia ad altri ospiti della struttura o ad altre persone in città appare remota», dice Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana centro, l’uomo che l’assessorato di Stefania Saccardi ha messo al comando del piano d’emergenza scattato in mattinata, quando nella ricostruzione del tragitto compiuto dalla coppia atterrata Malpensa il 23 gennaio insieme ad una comitiva di 20 persone si accende anche una casella sulla regione. Insomma, no panic, è il messaggio che mandano le autorità. Anche se ieri verificare quel percorso è stato uno dei nodi chiave del lavoro degli esperti.

Marito e moglie di 67 e 66 anni arrivano a Firenze lunedì 27 nel pomeriggio e restano in città fino a martedì. Una toccata e fuga che dura meno di 24 ore. Prima della tappa fra le bellezze del Rinascimento, avevano trascorso alcuni giorni a Verona e a Parma. Proprio lì la comitiva si divide, ma solo con i mezzi. Il grosso prosegue in pullman, i due invece noleggiano un’auto con conducente e viaggiano da soli verso la Toscana. Invece di chiudere il tour a Napoli, vogliono visitare Roma. Perb questo scelgono un Ncc. Nella capitale arriveranno martedì, prima di essere trasportati in ospedale mercoledì quando compaiono i sintomi. Ma a Firenze il 27 arriva anche il gruppo in bus che il 28 riparte come la coppia, ma verso la Campania. Una ventina di persone, di cui 12 ancora in isolamento allo Spallanzani e in attesa dei test poiché considerate casi sospetti. «Calma - dicono dalla Regione - non scatti la caccia agli untori».

Non serve a nulla sapere quale sia l’hotel, per questo il Tirreno non pubblica il nome. «Non servirà una bonifica della stanza. Se l’hotel vorrà ordinarla, potrà farlo ma più per una questione di immagine». Anche perché nessuno dei due contagiati durante il soggiorno aveva i sintomi del virus. Né finora li ha manifestati nessuno degli altri ospiti che erano presenti in hotel o in locali frequentati dalla comitiva. «Sebbene il contagio sia possibile anche senza sintomi, è in realtà molto raro, perfino se avessero viaggiato in tramvia», continua Berti. «Per essere chiari: la malattia si diffonde con la saliva, e i due ancora non tossivano né starnutivano». Per “contatto stretto” e a rischio si intende la permanenza nello stesso posto a 1 metro di distanza per un tempo prolungato. Per questo, oltre ai componenti del gruppo, è in isolamento l’autista dell’auto.

Non un dettaglio da poco. Da giorni social e chat pullulano casi di discriminazione ai danni dei cinesi, a volte alimentati da fake. Da ieri però la Toscana, dato lo stato d’emergenza decretato dal governo, ha insediato il comitato di protezione civile, pronta a far scattare un piano che in caso di pandemia potrebbe prevedere anche la requisizione di posti letto. Ma oltre alla psicosi, un effetto reale il coronavirus rischia di generarlo davvero. Per Federalberghi, a causa dell’epidemia, di qui a maggio, cancelleranno le prenotazioni per Firenze circa 400mila cinesi. 

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