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"Liliana Segre cerca pubblicità", la lezione choc di una prof a Firenze

"Liliana Segre cerca pubblicità", la lezione choc di una prof a Firenze

È quanto avrebbe detto un'insegnante di una scuola media di Firenze, agli alunni di seconda lunedì scorso, Giorno della memoria: "Anche mio nonno è stato in un campo di concentramento ma non è certo andato in giro a dirlo a tutti"

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FIRENZE. Polemica a Firenze per alcune frasi contro la senatrice a vita Liliana Segre, scampata ad Auschwitz e attiva testimone della Shoah, che sarebbero state pronunciate da un'insegnante. "Liliana Segre non la sopporto. E anche voi, ragazzi, non vi fate fregare da questi personaggi che cercano solo pubblicità". È quanto avrebbe detto la professoressa agli alunni di seconda di una scuola media alla periferia di Firenze lunedì scorso, Giorno della memoria. "Anche mio nonno è stato in un campo di concentramento - avrebbe proseguito l'insegnante stando alle testimonianze dei ragazzi - ma non è certo andato in giro a dirlo a tutti". La professoressa agli alunni avrebbe anche aggiunto: "E ora non andate a casa a dire ai vostri genitori che sono nazista e antisemita" avrebbe anche aggiunto. Gli alunni hanno per informato i genitori che poi, attraverso una chat di WhatsApp, hanno deciso di protestare con la dirigenza dell'istituto. La docente avrebbe quindi chiesto scusa.

Su quanto accaduto ci sono state vari interventi tra cui quello della viceministra dell'Istruzione, Anna Ascani. "Qualora fossero confermate dalle verifiche che stiamo compiendo tramite l'Ufficio scolastico regionale, sarebbero davvero inaccettabili le parole che avrebbe pronunciato un'insegnante di Firenze contro Liliana Segre, proprio nel Giorno della Memoria". "Liliana Segre, 90 anni, sopravvissuta all'Olocausto e oggi sotto scorta, non va di sicuro in giro 1alla ricerca di pubblicità' - ha aggiunto Ascani - ma svolge un compito, oserei dire una missione, affinché una tragedia simile non debba ripetersi mai più. Una lezione che gli studenti, seppur giovanissimi, hanno saputo cogliere con la loro sensibilità, e per questo li ringrazio".

Parole di condanna per le dichiarazioni della docente e di apprezzamento per la reazione degli studenti sono state espresse anche da alcuni parlamentari, che hanno chiesto pure l'intervento del ministro. "Mi domando, ma cosa potrà mai insegnare a degli adolescenti una docente di questo genere?" ha osservato Francesco Laforgia, senatore di LeU e coordinatore nazionale di Viva. Secondo Caterina Biti, senatrice del Pd, "chi svilisce l'impegno per la memoria di ciò che è successo nei campi di sterminio non può avere alcun ruolo nell'educazione dei ragazzi". Frasi di "una gravità inaudita" che "non possono essere derubricate a semplice scivolone lessicale" il commento dell'onorevole Rosa Maria Di Giorgi del Pd.

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