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Toscana

L'ALLERTA

Coronavirus, hanno fatto tappa a Firenze i due cinesi risultati positivi a Roma

Una passeggera in aeroporto con la mascherina (foto archivio)
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Una passeggera in aeroporto con la mascherina (foto archivio)

La Regione ha attivato un team per un'indagine epidemiologica che ricostruisca tutti i contatti diretti. Il passaggio in Toscana è avvenuto prima che si manifestassero i sintomi. Preoccupazione di Federalberghi per le ripercussioni economiche: "Già 400.000 prenotazioni in meno"

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FIRENZE. I due turisti cinesi contagiati dal coronavirus e ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma sono passati anche da Firenze prima di dirigersi nella capitale. Atterrati a Milano il 23 gennaio con un volo da Wuhan, marito e moglie di 67 e 66 anni sono passati prima da Verona e da Parma insieme a una comitiva di connazionali che viaggiava a bordo di un pullman. I due, però, a Parma avrebbero deciso di noleggiare un’auto con conducente per proseguire il viaggio, forse proprio per essere liberi di fare tappa in Toscana. I due, non è ancora chiaro per quanti giorni, hanno alloggiato per una notte (quella tra il 27 e il 28 di gennaio) in un hotel nel centro di Firenze per visitare le bellezze della città e poi fare rotta per Roma, dove sono giunti martedì.

La notizia, finora rimasta riservata, ha fatto scattare un piano di emergenza anche per le autorità sanitarie toscane. L’assessorato di Stefania Saccardi ha già attivato un team che si occuperà di ricostruire, attraverso una indagine epidemiologica, tutti i contatti diretti avuti dalla coppia durante il soggiorno fiorentino. La task force, permanentemente attiva, è coordinata da Emanuela Balocchini, dirigente del settore prevenzione collettiva della Regione.

Le autorità invitano alla calma, anche perché i primi sintomi per i due cinesi si sono presentati mercoledì, quando dall’hotel Palatino a Roma sono stati trasportati per precauzione in ospedale. E sebbene il coronavirus possa essere trasmesso anche senza sintomi, gli esperti sottolineano che il contagio da persone asintomatiche è molto raro. La probabilità di diffusione della malattia, infatti, avvenendo tramite la saliva è ridottissima, dato che si presume che i due ancora non starnutissero né tossissero. Fra i contatti è già stato rintracciato l’autista, che adesso si trova sotto controllo. "È improbabile - dichiara il dottor Danilo Tacconi, direttore di malattie infettive Asl Toscana sud est - che i due cittadini cinesi possano aver contagiato altre persone nelle varie città visitate, perché il virus si trasmette solo con un contatto molto ravvicinato".

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Intanto, la chiusura dei voli da e per la Cina fa lanciare l’allarme per le ripercussioni economiche in Toscana. A causa delle limitazioni dettate dall’epidemia da coronavirus i turisti moltissimi cinesi stanno cancellando le prenotazioni negli alberghi toscani, e solo a Firenze e provincia è prevista una flessione "tra 200mila e 400mila presenze da ora a maggio", stima Federalberghi. "La situazione è molto dinamica in questo momento, ci sono cancellazioni dovute al contesto generale - sottolinea Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana -. Siamo preoccupati perché i turisti cinesi valgono in Toscana un milione di presenze all'anno, sono una componente molto importante". Il danno economico per le imprese, osserva Barbetti, "sarà tanto più grande quanto più lunga sarà l'attesa del vaccino. La preoccupazione è molto alta, i rischi ci sono, ma gli operatori e le istituzioni sono allertate e creare inutili allarmismi non aiuta".

"Il danno economico legato alla chiusura dei trasporti aerei è grandissimo, ma pesa meno rispetto al rischio per la salute delle persone: qui siamo tutti preoccupati per i nostri familiari e amici che sono partiti per le festività del capodanno e sono rimasti bloccati in Cina", afferma rispetto al coronavirus sviluppatosi dalla Cina, Luigi Yu, segretario dell'associazione economica cinese in Italia "Wencheng", spiegando che negli ultimi giorni la maggior parte delle attività economiche del territorio di Prato, dove insediata una comunità di oltre 20.000 orientali censiti, hanno gi subito un pesante arresto. "È difficile calcolare l'impatto di questa escalation - prosegue Luigi Yu -. Qui i ristoranti cinesi, ad esempio, sono gi tutti in crisi. Purtroppo, lo stop dei voli non fa che peggiorare la situazione. Se non cambia qualcosa in un mese in tutti i settori sarà un disastro". "Ora - conclude - speriamo tutti che il vaccino sia prodotto nel più breve dei tempi".

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