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Toscana

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La Lega censura il suo Frugoli: «Parole sconsiderate su Pertini»

C.S.

Il consigliere comunale di Massa sotto accusa per l’attacco al  presidente degli Italiani. Il sindaco lo rinnega, la sinistra chiede  che dia le dimissioni

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Massa. Non sono le critiche della sinistra a confermargli che l’ha fatta grossa. Sono quelle che gli piovono addosso dal suo partito. Sì perché la Lega Toscana da Filippo Frugoli prende le distanze. E poco serve che il ventunenne consigliere massese faccia il passo indietro. Poco serve che, dopo aver dato del “brigatista rosso” a Pertini e dopo averlo accusato di “aver ucciso una marea di persone”, ci abbia ripensato, abbia cancellato il post e giocato la carta dell’inesperienza: «Tutti sbagliano, a 21 anni, con la voglia e l’ardore è ancora più facile». Poco importa se Frugoli ha messo i puntini sulle “i” e chiarito che il pensiero era suo e non dell’amministrazione massese, né della Lega. L’errore c’è e bello grosso. Offesa alla storia e all’identità di una collettività, a quella di un comune, Massa, decorato con medaglia d’oro al merito civile. A quella del Paese. Pertini è identità, “patrimonio nazionale” lo definisce il sindaco di Massa Francesco Persiani. Sindaco che ufficialmente leghista non è, ma nella Lega ha il suo braccio destro: «Le dichiarazioni del consigliere Frugoli - scrive il sindaco - non corrispondono al pensiero di questa amministrazione, che pertanto se ne dissocia e le condanna. È infatti inaccettabile- che la memoria del presidente Pertini venga lesa, che il suo onore venga infangato, o che siano gettate ombre sul suo operato. I miei sforzi saranno massimi nel cercare di ricucire questo strappo, creato mio malgrado, nella collettività».

Si dissocia Persiani, lo fa Daniele Belotti, commissario regionale della Lega che definisce Pertini «una delle massime ed apprezzate figure istituzionali italiane. Non merita certe inaccettabili dichiarazioni». Per Belotti quelle di Frugoli sono «parole sconsiderate».

Bacchettata dalla Lega che non parla però - almeno non ufficialmente - di dimissioni. Lo fa, invece, la sinistra: l’onorevole Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu e il Movimento giovanile della Sinistra che chiede al sindaco di pretendere le dimissioni. Qualcosa di più pesante della sola presa di distanza.

E se Enrico Rossi, presidente della Regione, bacchetta Frugoli ricordandogli che se oggi «può parlare, farsi eleggere in Consiglio comunale, scrivere certe scempiaggini, lo deve soprattutto a donne e uomini come Sandro Pertini», se il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani gli rivolge un secco “si vergogni”, Riccardo Nencini, senatore, non esclude il tribunale. Lui, esponente del Psi, il partito di Pertini, ha tutta l’intenzione di verificare se si possa configura il vilipendio e se il consigliere comunale possa essere chiamato a difendersi davanti ai giudici. —C.S.



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