Sicurezza
Cinquecento professori in corteo col casco giallo per una scuola sicura
Il mondo della scuola è in subbuglio a Massa-Carrara. Venerdì scorso in piazza c’erano 1500 studenti degli istituti superiori. Ieri, è toccato ai professori: 500 insegnanti con i caschetti gialli sul capo, l’elmetto di protezione da cantiere edile che serve a prevenire gli infortuni sul lavoro. Perché un paio di settimane fa il rischio di infortunio è stato altissimo. Non su un cantiere edile, ma in una classe. La 3ª B del liceo Pascoli di viale Stazione: erano da poco passate le 9 quando una parte di solaio si è staccata ed è finita sul pavimento, nessun ferito ma allarme generale.
È stato questo il casus belli che ha portato migliaia di persone in piazza: studenti, genitori, insegnanti. Un dramma sfiorato che ha alzato il volume di una protesta che agita da tempo gli ambienti scolastici in provincia, quasi in perenne mobilitazione per la condizione delle strutture, che nella maggior parte dei casi soffrono anni di mancata manutenzione, incuria e poco rispetto. Un esempio su tutti il maestoso istituto alberghiero Minuto affacciato sul mare a Marina di Massa. Le impalcature e i ponteggi coprono la sua architettura da chissà quanto tempo, la palestra non è agibile, così come le cucine, che per un alberghiero sono in pratica tutto. Fino a pochi giorni fa anche dieci aule non erano agibili, colpa di infiltrazioni e solai a rischio cedimento: la Provincia di Massa-Carrara è intervenuta d’urgenza con 130.000 euro e qualcosa ha messo a posto. Comunque interventi tampone che risolvono nell’immediato ma non danno garanzie per il futuro. Stessa cosa al Pascoli dove è venuto giù il sottotetto: lavori d’emergenza per rinforzare in qualche modo i solai ed evitare che crollino, studenti a casa per diversi giorni, e ora che sono tornati in classe seduti sui banchi con il timore di vedersi arrivare addosso dei calcinacci.
Ecco i motivi delle manifestazioni di questi giorni, che hanno affollato il centro storico di Massa in giornate uggiose, con striscioni, slogan, fischietti e caschetti gialli. Una moltitudine a cui interessa il futuro che vuole farsi sentire dal Governo, che chiede risorse per ristrutturare davvero gli edifici, soldi per le attrezzature e i materiali, insomma locali sicuri dove poter far lezione, dove poter crescere i figli senza alcun timore. Qualcosa tra l’altro si è anche mosso, quasi alla fine del tempo utile. Ovvero i 10,6 milioni di euro sbloccati dal Governo e promessi dalla Regione Toscana per il completo rifacimento proprio dell’istituto alberghiero. Il cantiere dovrebbe aprirsi alla fine dell’anno.
Ma di problemi da risolvere ne restano tantissimi altri: il liceo musicale Palma di Massa dislocato su tre sedi a cui gli studenti disabili hanno difficile accesso; il professionale Barsanti con le officine chiuse; il liceo scientifico Marconi di Carrara “ospite” all’istituto Galilei di Avenza e che per mancanza di spazi non può più ricevere iscrizioni. E ancora a Massa gli istituti tecnici Toniolo e Meucci, il liceo Fermi. Tutti con mura non così stabili, aule inagibili, laboratori che non ci sono, spazi che scarseggiano. Scuole a pezzi, ma una piazza piena che lotta. —
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