Sicurezza
Caccia agli odiatori fascisti: la Regione crea una task force
In Toscana censite oltre 200 pagine Facebook e più di 50 profili Twitter di estrema destra. Schierati gli esperti con il compito di smascherare le notizie “razziste” create ad arte
«Le meraviglie della società multietnica. È davvero questo il futuro che vogliamo?». Novembre 2018. Su Facebook la pagina ufficiale di Casaggì, movimento giovanile di estrema destra, commenta un fatto di cronaca raccontato su Il Tirreno online. Un egiziano alle 7 del mattino ha strappato gli abiti a una donna di 52 anni per stuprarla. Lei si salva staccandogli la lingua a morsi. È un fatto di cronaca, un tentativo di stupro. Casaggì lo prende come spunto per criticare su Facebook la società multietnica. Prima mette in evidenza che l'uomo è egiziano, poi allude all'equazione uomo egiziano uomo stupratore: «Una volta è il tentativo di stupro. Una volta è lo scippo. Ci provano sempre. I social sono strapieni di queste forzature per dare la colpa all'immigrato», commenta Giovanni Baldini, esperto di nuove destre per l'Anpi (l’Associazione nazionale Partigiani) e membro della redazione Patria Indipendente. Insomma. Tempi di social network. Tempi di fake news: le bufale, per dirla semplice.
«È facile spararla grossa sui social media . Basta prendere un fatto di cronaca realmente accaduto e usarlo a pretesto per lanciare una campagna razzista. Tanto il web in qualche modo ti fa da ombrello. È come se ti proteggesse”, spiega Baldini. Il suo studio sulle campagne di odio razziale online va avanti dal 2014. Baldini monitora i movimenti di estrema destra. In particolar modo: Casa Pound, Forza Nuova e Casaggì. Con l'aiuto di un software ha pure contato le pagine social. Su Twitter ce ne sono 976 italiane di cui 758 hanno una provincia assegnata e 51 sono toscane (i dati aggiornati alla settimana scorsa). Su Facebook sono 4666 le pagine italiane di cui 3086 hanno una provincia assegnata e 208 sono toscane (in questo caso i dati sono aggiornati al maggio 2018). «Ma l'estrema destra sul web non incita all'odio in maniera esplicita. Preferisce insinuare. Trova pretesti. E poi alza i muri. Noi di qua, loro di là. Noi siamo i buoni. Loro sono i cattivi». E la campagna d'odio è servita.
Drizza le orecchie il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: «La Regione metterà in campo una task force (una squadra) di professionisti della comunicazione per rispondere colpo su colpo sui social a chi diffonde pensieri razzisti e neofascisti. È anche questo un modo per contrastare un fenomeno ormai dilagante». Il governatore ha lanciato l’idea ieri alla presentazione pubblica in Regione del rapporto sul fenomeni dei nuovi razzismi elaborato dall’università di Pisa, dall’università di Firenze, dall’università di Siena, dall’Istituto storico della Resistenza in Toscana, Istituto Sangalli. «Il razzismo attuale, che non è una riproduzione del razzismo del regime fascista, ha una capacità altissima di insinuarsi nel sentire comune - prosegue Rossi - e di fronte ad atteggiamenti volti a affermare la cultura razzista o si ha il coraggio di rispondere colpo su colpo o si arriva a essere travolti o, magari, ad assomigliare troppo a coloro che bisogna combattere. Perciò la Regione si doterà di un gruppo di esperti che, con gli strumenti adeguati, risponderà ai messaggi discriminatori, xenofobi, razzisti che apparirà sui social».
Intanto però si è già messa in moto Facebook. La società di Mark Zuckerberg ha chiuso diverse pagine web di Casapound e Forza Nuova il 9 settembre e il 3 ottobre 2019. Motivo ufficiale: sono incompatibili con la policy dell'azienda. Con la politica della società californiana in termini di contrasto all’odio razziale.
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