Il Tirreno

Toscana

infrastrutture 

Tirrenica come superstrada Il Milleproroghe la sblocca

Mario Neri

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LIVORNO. Un “piano” per far uscire la Tirrenica dal vicolo cieco di burocrazia e lungaggini in cui si sono arenati i piani per costruire una arteria che percorra tutta la costa. Un grimaldello con cui provare a far davvero partire i lavori per trasformare in una superstrada la variante e chiudere dopo quasi 50 anni di polemiche il dibattito su una delle grandi incompiute della regione. È quello contenuto in un emendamento al decreto Milleproroghe che approderà in aula la prossima settimana e firmato dal deputato livornese Andrea Romano proprio d’intesa con la ministra Paola De Micheli. Il provvedimento, se venisse approvato, solleva la Sat dalla responsabilità dei lavori per il tratto non ancora completato, cioè quello che da Rosignano dovrà arrivare fino a Capalbio, e la affida ad Anas. Insomma, dice Romano, «sblocca il vicolo cieco nel quale erano finiti i lavori della Tirrenica, con Sat che chiedeva di essere indennizzata per quanto non ancora realizzato. A questo punto il ministero dei Trasporti potrà riprendere il dossier, indennizzare Sat, far rientrare Anas e poi riavviare i lavori». Dall’ormai lontano gennaio 2017 è attiva la conferenza dei servizi, «che ha lavorato sulla trasformazione del progetto da autostrada a superstrada». Insomma, da tempo, sulla carta, sarebbe superata la fase annosa dei dibattiti, dei rendering più o meno realistici del corridoio che sarà, con o senza svincoli, case da espropriare, pezzi di Maremma da cancellare, residenti e ambientalisti sul piede di guerra. «La Tirrenica sarà una superstrada», hanno detto Regione, ministero e Comuni siglando l’accordo, sperando che sarebbero arrivati presto i fondi e il riassetto delle competenze. Ecco, il secondo nodo potrebbe essere sciolto presto. «Il nodo fondamentale è il passaggio della titolarità dei lavori da Sat ad Anas - dice Romano - Ora si potrà riaprire il tavolo Mit-Sat per finalizzare l’uscita di Sat dal progetto e riprendere i lavori». Anche se, una volta approvato l’emendamento, non sarà comunque una passeggiata: Sat chiede di essere indennizzata con 300 milioni per i lavori di progettazione già svolti, senza contare che potrebbe rivendicare anche un risarcimento per i mancati introiti che gli avrebbe garantito la concessione trentennale da poco rinnovata. Non solo. Bisognerà ritrovare i soldi già stanziati per l’ammodernamento della Tirrenica nell’allegato Anas per il 2018 «ma che l’allora ministro Toninelli decise di destinare ad altri obiettivi». Gli altri obiettivi, per dovere di cronaca, erano gli aiuti a Genova dopo il crollo del Morandi. —

Mario Neri

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