Il Tirreno

Toscana

L’AVVOCATO 

Anche se non paghi resta attiva la posta certificata

M.N.

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livorno. «Non solo questa legge scarica i costi della semplificazione sui cittadini, ma genera ingiustizie», dice Andrea Vascellari, avvocato fiorentino esperto di multe e sanzioni amministrative. A stare al decreto approvato a gennaio 2018, le multe possono essere inviate a tutti i possessori di Pec. E polizia, Comuni e altri enti possono ricercare gli indirizzi negli elenchi pubblici contenenti i domicili digitali. «Per i professionisti, le aziende o le partite Iva, nessun problema, se non quello di doversi accollare i costi di una riforma concepita per far risparmiare allo Stato le spese per la carta e la spedizione - dice Vascellari - Ma per un comune mortale, che magari ha aperto una Pec una volta nella vita solo perché le è stata regalata dalla banca col nuovo conto, potrebbe diventare un camicia di forza: avere una casella infatti ha un costo, bisogna pagare un abbonamento ai gestori e se smetti di farlo spesso non significa che il tuo indirizzo sia disattivato dagli elenchi pubblici, che sono vari. Così la polizia che ti spedisce la multa non riceverà una notifica di mancata ricezione, ma un messaggio di avvenuta consegna. Dunque, la multa l’hai ricevuta ma non puoi verificarlo, dunque lieviterà. Esistono però società che invece forniscono il servizio di disattivazione. Ma questo genera il rovescio della medaglia. A me è capitato di seguire un cliente che rivendicava un credito presso una azienda fallita. L’ufficiale giudiziario non ha trovato il rappresentante a cui consegnare l’ingiunzione e la Pec non è arrivava a nessuno. Di fatto l’azienda si era così posta in un limbo di immunità». —

M.N.

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