Il Tirreno

Toscana

in una partita di promozione 

"Scimmione, babuino": razzismo contro quattro calciatori dilettanti

Carlo Palotti
La squadra dell'Urbino Taccola e, nel riquadro, Filippo Laniyonu
◗
La squadra dell'Urbino Taccola e, nel riquadro, Filippo Laniyonu

I giocatori dell’Urbino Taccola di Uliveto Terme sono stati apostrofati con epiteti assurdi durante una partita disputatasi a Orbetello

3 MINUTI DI LETTURA





ULIVETO TERME. Come in serie A: da una parte le accuse di razzismo, dall’altra si tende a sminuire. La 17ª giornata, la seconda di ritorno del girone C di Promozione Toscana, lascia dietro di sé pesanti strascichi extra-sportivi. L’Urbino Taccola, ospite del San Donato Acli, squadra di Orbetello, giura di avere subito svariati attacchi razzisti, con i quattro calciatori termali di colore (Sidi Mohamed Coulibaly, Dicko Makhmadane, Bourama Ribery Dembelé e Filippo Lanijonu, quest’ultimo è anche il capitano) finiti nel mirino di alcuni tifosi maremmani.

Tra le frasi riferite dal presidente dell’Urbino Taccola, Simone Taglioli, riservate dai supporters locali ai suoi calciatori: “negro di merda”, “scimmione”, “babuino”. Parole senza senso, urlate in una domenica pomeriggio di sport e di festa. "Ero in tribuna insieme ad altri due dirigenti - spiega Taglioli - e dai gradoni sono volati insulti di tutti i tipi. Ad offendere i nostri ragazzi, tutti signori di una certa età, compresa tra i 60 e 65 anni".

Da parte sua la società San Donato Acli, in una nota trasmessa a più di 24 ore dai fatti, afferma: "La nostra società si discosta e ripudia ogni tipologia e forma di razzismo. Dall' interno del campo non abbiamo potuto sentire alcuna offesa e chiedendo successivamente ad alcuni presenti , sembra che uno spettatore abbia utilizzato una parola effettivamente irriguardosa nei confronti di un calciatore avversario , parola dalla quale ci dissociamo nettamente.Si tratta però del comportamento di un singolo e non di episodi di razzismo tenuti dalla società o dalla maggior parte dei tifosi come si vuol far credere; non pensiamo pertanto sia giusto e corretto definirci razzisti".

Affrermazioni non in linea con la testimonianza di Filippo Laniyonu, difensore centrale classe 1994 e capitano del club termale. "Ero già uscito intorno al 70' - spiega - e dal campo non mi ero accorto di nulla. Poi, mentre rientravo negli spogliatoi, oltre alla confusione in tribuna, ho sentito le offese razziste di alcuni calciatori grossetani verso i miei compagni. Sul momento avrei voluto rispondere, ora che sono più calmo, mi viene solo da sorridere. A me, personalmente, in tanti anni di calcio, non mi è mai accaduto di subire offese razziste. Sono cose brutte, che poco hanno a che fare con lo sport. Provo soltanto pena per certi tipi di atteggiamento, che sono fuori dal mondo e dal tempo in cui viviamo»

Versioni, evidentemente contrastanti, che necessiteranno di ulteriori appronfodimenti. La società termale, supportata dal comune di Vicopisano e dall’assessore allo sport vicarese Andrea Taccola, infatti promette battaglia. "Nelle prossime ore - continua Simone Taglioli - invieremo una lettera in Federazione, per spiegare l’accaduto e per farci tutelare, anche per il futuro. Vogliamo che le altre società del nostro girone conoscano la situazione vissuta da noi a San Donato, in modo che tutto questo non accada più".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web