Sicurezza
Genitori dimenticano il figlio neonato fuori casa: il piccolo sarà affidato al Comune
Trovato da due ragazzi nell'androne di un palazzo, ora è in pediatria all'ospedale di Arezzo: il Tribunale dei minori sospende la potestà genitoriale
AREZZO. La voce strozzata. Vergogna, pentimento. Confusione. Impossibile capire come sia accaduto. Poi l’ammissione, alle 6 del mattino. Una confessione, più che altro. Davanti ai medici e agli infermieri del reparto di pediatria dell’ospedale San Donato: «Ce lo siamo dimenticati». Il figlio di 3 mesi. Lasciato fuori dalla porta di casa, la notte del 5 gennaio. Nell’ovetto. «Nessun segno di maltrattamento, nessun problema di ipotermia», assicura il primario di pediatria, Marco Martini. Ma il tribunale di Firenze decide lo stesso di sospendere la potestà genitoriale. E di affidare, con tutta probabilità, il neonato al Comune di Arezzo.
A ricostruire la vicenda nei dettagli è il quotidiano della città, Il Corriere di Arezzo. Domenica sera, i genitori rientrano a casa, in via Po, nel quartiere Saione. Il padre è sudamericano di origine, ma italiano di adozione. La mamma è aretina. Hanno due figli piccoli. Il più piccolo, tre mesi, viene trasportato nell’ovetto. Che non viene riportato in casa. Resta fuori, nell’androne del palazzo. Il bambino è dentro, curato e coperto. Ma dimenticato. Come accadrebbe ai genitori che lasciano i bambini in auto nel seggiolino: scendono e se ne vanno. Una sorta di “black out” ipotizzano gli inquirenti. Solo che stavolta colpisce entrambi i genitori.
Verso le due del mattino, due ragazzi rientrano a casa. Abitano nello stesso palazzo dei genitori del neonato. Si trovano di fronte l’ovetto. Sbirciano e dentro vedono un bambino. Lo prendono e, senza esitare, lo portano in ospedale. La pediatria si allerta: verifiche, esami. Il bimbo è sano, sta bene. Lo conferma il pediatra.
Per qualche ora si pensa all’abbandono di un minore. Fino alle 6, quando in ospedale si precipita l’uomo: «Sono il padre», balbetta. Nuove verifiche e si accerta che è vero. I genitori sono stati rintracciati. Ma la storia è appena iniziata. Infatti, polizia e carabinieri li segnalano al Tribunale dei minori. Il fatto è grave, anche se non c’è stata - come sostengono - la volontà di abbandonarlo. Questo dovrà essere accertato con un’indagine. Dovrebbero essere visionati anche filmati di telecamere, a conferma di queste dichiarazioni.
Nel frattempo - riporta Il Corriere di Arezzo - il bambino resta in ospedale e poi il tribunale dei minori deciderà se sarà affidato al Comune di Arezzo per trovargli una sistemazione provvisoria. La potestà genitoriale, infatti, risulterebbe sospesa per ordine dello stesso tribunale. Per il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, non ci sono certo problemi: «Intanto sono felice e sollevato nel sapere che il bambino trovato in via Po stia bene. Tutta la rete dei servizi sociali del Comune di Arezzo è stata attivata ed è operativa. Arezzo è una città civilissima e di straordinaria umanità, questo bambino - come molti altri che sono a noi affidati e che ogni giorno con discrezione e attenzione “cresciamo” con la collaborazione insostituibile di operatori, famiglie affidatarie generosissime e volontari- avrà tutte le cure che si merita. Questo bambino sarà il bambino di tutti gli aretini».
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