Lutto
Scontrino elettronico al debutto, il timore dei negozi: «Molti chiuderanno»
In Toscana la gran parte delle attività si è già adeguata. Allarme delle categorie: «I piccoli avranno grossi problemi». Come funziona: niente più carta, i dati vengono trasmessi per via telematica
«Il grosso dei nostri associati si è adeguato per tempo» dicono a una sola voce Confcommercio (50mila associati), Confesercenti (25mila) e Confartigianato (20mila) toscane. Pochi ritardi dunque. La “transizione” dal vecchio scontrino fiscale a quello elettronico è in gran parte compiuta in Toscana. Ieri lo scontrino elettronico ha debuttato in tutti gli esercizi commerciali, dal piccolo negozio di abbigliamento alla catena grandi marche, dalla pasticceria del paesino di provincia alla catena di gelaterie nelle città d'arte, fino al meccanico di fiducia e alla parrucchiera sotto casa.
Ma la Toscana ha retto il colpo. La stragrande maggioranza degli esercizi commerciali si è adeguata. Quasi tutti hanno comprato il registratore di cassa telematico oppure hanno adeguato quello che avevano alle nuove tecnologie digitali. Le imprese con un giro di affari sopra i 400mila euro erano già partite con lo scontrino elettronico dal luglio 2019. E comunque per chi non è riuscito a dotarsi in tempo utile di un nuovo registratore telematico, è prevista una “moratoria” delle sanzioni di sei mesi (fino al 30 giugno 2020). Gli esercenti che non si sono ancora dotati dei nuovi registratori telematici potranno dunque continuare ad utilizzare i vecchi registratori di cassa ed emettere lo scontrino fiscale senza incorrere in sanzioni purché i corrispettivi mensili vengano trasmessi attraverso un’apposita procedura telematica all’Agenzia delle Entrate dai propri intermediari.
Le difficoltà dei piccoli esercenti. «Le società unipersonali, i negozi con proprietari marito e moglie, gli esercenti anziani: saranno le piccole realtà commerciali ad avere più problemi». Certo, è ancora presto per dare giudizi, lo scontrino elettronico è partito ora. Ma il presidente di Confartigianato Toscana, Giovan Battista Donati, è sicuro: «Alcune esercizi commerciali potrebbero decidere di chiudere». Anche il presidente di Confersercenti, Nico Gronchi, non sottovaluta il problema: «Per le piccole realtà l'acquisto del registratore di cassa telematico potrebbe essere complicato. Non solo per il costo. Il prezzo è sui 500 euro. Ma anche per l'installazione e per imparare a usarlo».
Il caso di Castelnuovo Valdicecina. Connessione internet a singhiozzo, rinviare di almeno un anno l’obbligo degli scontrini elettronici per i piccoli comuni. E' partita da Castelnuovo Valdicecina la richiesta di Confcommercio Pisa per una sospensione dell’emissione dello scontrino elettronico. «Il Ministero delle Finanze parte dal presupposto, purtroppo sbagliato, che in tutta Italia siano garantiti servizi di connettività adeguati - dice il direttore Federico Pieragnoli - ma a Castelnuovo Valdicecina, come in altri piccoli comuni, la realtà è fatta di connessioni scarse, intermittenti e talvolta del tutto assenti. L’inottemperanza dell’obbligo di emissione di scontrino elettronico prevede pesanti sanzioni, fino alla chiusura dell’attività, anche nei casi di non funzionamento o funzionamento irregolare delle apparecchiature. Non è in alcun modo accettabile che a pagare le gravi carenze infrastrutturali siano le imprese di questi territori, già in partenza svantaggiate rispetto alle altre. Per questo motivo – continua Pieragnoli - abbiamo scritto alla Regione Toscana e al sindaco Alberto Ferrini, chiedendo loro di farsi portavoce presso il Ministero delle Finanze al fine di ottenere la deroga di obbligo dello scontrino fiscale per almeno un anno per tutti i piccoli comuni nelle stesse condizioni di Castelnuovo Valdicecina».
La risposta della Regione. L'assessore regionale ai sistemi informativi, Vittorio Bugli, risponde a Confcommercio Pisa: «La Toscana risulta coperta dalla rete internet per il 99,5 per cento del suo territorio. Forse è un problema di lentezza della connessione, non tanto di mancanza della rete. Ma vanno interpellati i gestori».
COME FUNZIONA - Niente più carta, i dati trasmessi per via telematica
Per il cliente è cambiato poco. Va alla cassa e gli viene rilasciata una ricevuta, anche se non ha più valore fiscale. Per le attività commerciali invece è una rivoluzione digitale. Ora fa tutto il registratore di cassa, che memorizza e invia gli scontrini all'Agenzia della Entrate. L'esercente non ha più l'obbligo di tenere il registro dei corrispettivi: la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati sostituiscono gli obblighi di registrazione delle operazioni effettuate in ciascun giorno. Non occorre conservare le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti. Niente sanzioni fino al 30 giugno per chi non ha il nuovo registratore, multa per chi non invia i dati per via telematica alle Entrate.
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