Toscana
Montecatini apre gli alberghi ai ragazzi autistici respinti in Lazio
Idea lanciata dall’albergatore Mencarelli, presidente di Special Olympics «Siamo le terme dell’accoglienza: ora basta solo decidere la data»
LA STORIA
Una città termale in crisi ma con un cuore grande così. Ai montecatinesi non è andata giù la notizia di una comitiva di famiglie di ragazzi autistici rifiutata da un albergo termale a Ferentino, in provincia di Frosinone, nel Lazio. A farsi promotore di questa battaglia civile dell’accoglienza, l’albergatore Moreno Mencarelli, ex assessore e presidente di Special Olympics, manifestazione ospitata nel giugno di due anni fa, con grande partecipazione di gente, divenuta un fiore all’occhiello della Valdinievole.
Mencarelli, dal suo profilo Facebook, ha lanciato un appello ai colleghi albergatori e commercianti e al sindaco Luca Baroncini per ospitare gratuitamente il gruppo. Ha contattato Marco Sabatini Scalmati, giornalista e padre di uno dei ragazzi. E ha ottenuto senza indugio l’appoggio della giunta e della Regione Toscana. «È un atteggiamento ignobile e censurabile – ha scritto Mencarelli – che lascia dentro di noi tanta amarezza. Non possiamo rimanere insensibili a tali situazioni. Allora, lancio una proposta: Montecatini avrà molte difficoltà, ha da risolvere i problemi delle terme, però una cosa è certa: è nel nostro Dna l’arte dell’accoglienza in una città aperta e per tutti».
Non resta che trovare la data ma il più è fatto. Del resto, si sa, signori si nasce. «Intendiamo lanciare un messaggio importante – chiosa Mencarelli – perché c’è anche un’altra Italia, lontana dagli atteggiamenti di chiusura e di intolleranza. Questa Italia siamo noi insieme a tutti i cittadini che, nel leggere certe notizie, provano vergogna e imbarazzo. Noi siamo le Terme dell’accoglienza e ci teniamo a farlo sapere a tutti».
Intanto, dall’albergo di Ferentino si difendono, sostenendo di avere voluto garantire la tranquillità di tutti in un’occasione particolare come Capodanno e di non avere una sala dedicata.
Ma le associazioni dei disabili, anche in provincia, sono sul piede di guerra. E la Regione Lazio annuncia un’inchiesta. —
Giovanna La Porta
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