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«Mi hanno chiuso Twitter» L’addio social del prof filo-nazi
Castrucci annuncia: «È stata l’autorità giudiziaria». È già indagato per istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata da negazionismo
«Il mio account è stato chiuso. Saluti a tutti». Ha affidato ancora una volta i suoi pensieri a Twitter, Emanuele Castrucci il docente (anzi ex) di filosofia del diritto dell’Università di Siena, autore di alcuni post inneggianti a Hitler che hanno rivelato le sue simpatie filo-nazi. Così il professore ha comunicato (via social) a tutti i suoi follower che la procedura per la chiusura del suo profilo è stata «avviata dall’autorità competente»: nel suo caso l’autorità giudiziaria.
La Procura di Siena, che ha aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, aggravata da negazionismo, aveva infatti disposto anche il sequestro preventivo del profilo e l’oscuramento dei tweet a sostegno di Hitler. Per l’esecuzione di entrambi i provvedimenti era stata data delega alla Polizia postale ma il giudice per le indagini preliminari inizialmente si era pronunciato in modo contrario a questo provvedimento. Di qui il ricorso della Procura al giudice del riesame che avrebbe dato il via al sequestro. Il docente, finito sotto i riflettori per le sue simpatie per le idee hitleriane, aveva fatto appello alla “libertà di pensiero” e aveva provato a spiegare che quanto scritto su Twitter erano «opinioni del tutto personali», espresse «fuori dall’attività di insegnamento». «Non sono nazista né filonazista – ha cinguettato un giorno fa il professore che dal primo gennaio è ufficialmente in pensione – Se mi son occupato dell’argomento è perché, da filosofo della storia, riconosco che 75 anni fa si è verificato uno snodo definitivo riguardo all’interpretazione della storia mondiale e della comprensione del destino di una civiltà».
Intanto sul fronte inchiesta, sempre il Tribunale del riesame ha anche disposto che l’inchiesta stessa venga trasferita da Siena a La Spezia dove ha la residenza Castrucci. Prosegue invece, anche se la sua efficacia sarà tutta da valutare nel momento in cui si concluderà, l’iter del Collegio di disciplina dell’ateneo senese. Il rettore dell’ateneo Francesco Frati inizialmente aveva scelto “la linea morbida” nei confronti del docente,definendo quanto scritto da Castrucci «opinioni personali». Dopo che sul tweet del professore si è scatenata una polemica nazione, però, ha optato per la “linea dura” e ha chiesto alla commissione disciplinare dell’università di valutarne la destituzione. Così sia Castrucci che alcuni studenti saranno convocati nelle prossime settimane per essere ascoltati sulla vicenda. Al Collegio spetterà formulare un parere che sarà sottoposto al consiglio d’amministrazione dell’università che si dovrà pronunciare sul caso in base agli elementi acquisiti. Difficile che il pronunciamento possa avere un effetto sanzionatorio. Più facile che si arrivi a una “condanna morale”, visto che Castrucci non è più un dipendente dell’università avendo maturato i requisiti per andare in pensione. —
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