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Toscana

Disabile entra con l’auto nella Ztl Multa di 534 euro del Comune

Disabile entra con l’auto nella Ztl Multa di 534 euro del Comune

Massa, la donna su una sedia a rotelle da mezzo secolo ogni anno deve ripresentare i documenti per dimostrare l’invalidità permanente 

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la storia

È uno strano gioco della parti per cui sei tu, che paghi e fai le cose per bene, a dover dimostrare di essere onesto. Di aver versato fino all’ultimo centesimo. In un rapporto impari con lo Stato e la sua macchina burocratica.

È un ancor più strano gioco delle parti per cui sei tu, disabile, che devi provare ogni giorno di averla, quella disabilità, perché la macchina elefantiaca procede. Lenta, ma avanza. E non fa distinguo. Non conosce nomi, vite. Storie. Così tu, disabile da 50 anni, da 50 anni su una sedia a rotelle, tu a cui l’Inps ha riconosciuto una invalidità permanente, devi ogni anno consegnare al Comune di Massa tutta la documentazione sulla tua disabilità e se non lo fai, non puoi avere l’autorizzazione per entrare in zona a traffico limitato. Per andare anche tu, in auto, dove gli altri arrivano a piedi. Non un lasciapassare di gentile concessione, ma l’esercizio del diritto alla mobilità. Graziana Pacetti ha 75 anni, da quando ne aveva 25 siede su una sedia a rotelle e nel 2016 la documentazione al Comune di Massa non l’ha consegnata. L’ha fatto l’anno prima. Ma nella ztl ci è entrata nel 2016 e l’autorizzazione non l’aveva. La macchina elefantiaca avanza e due multe finiscono nella cassetta della posta. Graziana in comune a spiegare le cose ci va: «Credevo di aver chiarito tutto». Invece no. Invece nell’ottobre scorso le arriva una cartella da 534 euro. E lei paga. Ma adesso si chiede perché. Perché «io sono seduta su una sedia a rotelle da 50 anni e devo passare tutta la vita a dimostrarlo?». La sua invalidità è irreversibile. Nulla è cambiato dal 2015 al 2016. Non avrebbe potuto. Avrebbe potuto essere diversa l’auto, allora lei lo avrebbe comunicato. Ma anche la targa è quella dell’anno prima. E uguali sono le sue gambe. Irreversibile. E Graziana, ex consigliera provinciale, si sente offesa «da questo modo di pensare, da questo obbligo a dimostrare sempre la propria disabilità». Da l’iter complesso per aver diritto all’accesso in Ztl nelle varie città con tanti di quei viaggi per uffici «che se potessi farli, mi toglierebbero l’accompagnamento». Offesa da una macchina grande come un elefante le cui parti non comunicano. Dagli enti che non condividono archivi. Irreversibile, la sua invalidità. Ma una multa non può esserlo. Non in questo caso. —

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