Il Tirreno

Toscana

«La rimozione è stata una scelta incauta, direi quasi sfrontata»

Ettore Caruso, erede dell’artista e responsabile della sua Fondazione annuncia: «La scultura deve tornare nel luogo dove era collocata» 

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gli eredi

«Mi pare un’azione incauta. Quasi sfrontata». La voce di Ettore Caruso è pacata. Il tono dispiaciuto. Caruso è il cognato di Giulio Turcato, fratello di Vana Caruso, la moglie dell’artista. Non si capacita della rimozione delle Oceaniche da piazza Puccini. E ancora meno del fatto che la scultura sia stata buttata dietro i cassonetti in un deposito comunale: «Ora inizierò un rapporto con il Comune per riportare l’opera nella piazza, perché esiste un vincolo di collocazione. A dire il vero vorrei anche capire che fine abbia fatto la targa che Giulio aveva messo ai piedi della scultura per dedicare l’opera alla memoria di Zita Stefani Caruso, sua suocera e mia madre. Non voglio scatenare una caccia ai colpevoli di quanto accaduto, ma mi è impossibile concepire una simile sorte per un’opera d’arte della portata e del significato di questo monumentale gruppo di strutture in vetroresina». —



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