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solidarietà

Più commensali ai pranzi solidali di Natale: solo fra Lucca e Livorno 300 poveri in più

Il pranzo di Natale della comunità di Sant'Egidio a Lucca
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Il pranzo di Natale della comunità di Sant'Egidio a Lucca

La tavola apparecchiata dalla Comunità di Sant’Egidio aveva oltre 1100 posti solo fra Livorno e Lucca

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In difficoltà. Più del 2018. Poveri, più del 2018. Anche senza dimora più del 2018. Ma meno soli. Nessuno è rimasto fuori. Anziani, famiglie con bambini, stranieri o senzatetto. Tutti alla stessa tavola di Natale. Quella apparecchiata dalla Comunità di Sant’Egidio: oltre 1100 persone solo fra Livorno e Lucca, città aperte e solidali. Almeno duecento persone in più rispetto al Natale. Poi ci sono stati anche i pranzi di Pisa e Firenze. Tutti possibili grazie ai volontari. A Firenze con l’arcivescovo Betori e il sindaco Nardella. A Livorno con il sindaco Luca Salvetti e il vescovo Simone Giusti. A Lucca, per la prima volta, il nuovo vescovo Paolo Giulietti ha voluto il pranzo nel salone dell'arcivescovato «per ospitarle in casa». E in 330 persone si sono presentate al pranzo, di varia nazionalità, etnia ed età; molte in più dello scorso anno, quando il numero dei partecipanti non superò i 250. In contemporanea il giorno di Natale si è svolto un secondo pranzo negli spazi della Scuola della Pace al centro parrocchiale di Pontetetto dove la comunità di Sant’Egidio è diventata un punto di riferimento per tante famiglie lucchesi. «Quella di Natale è stata una tavola in piena familiarità, in tutti i luoghi in cui abbiamo potuto organizzarla. Ognuno dei presenti è una persona che si aggiunge alla nostra famiglia», dice Lino Paoli, referente a Lucca per la Sant'Egidio.

A Livorno presenza doppia, in considerazione della popolazione: 741 persone al pranzo tra la chiesa di San Giovanni e la sala della circoscrizione 1 nel quartiere Corea: «La cosa più bella di questo pranzo - commenta il vescovo Giusti - è la comunione. Un modo di vivere e di sentire che è tanto raro oggi eppure così necessario; del resto è proprio nello Spirito di Sant'Egidio questa capacità di avvicinare chi magari è lontano, di raccogliere intorno a una tavola, dove guardandosi in faccia e scambiando qualche parola, cresce la condivisione, la familiarità e poi la comunione».


 

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