Sicurezza
I Cup e le sviste sulle richieste? «Servizio affidato al privato»
PONTEDERA. L’inchiesta de Il Tirreno, che da mesi tiene gli occhi puntati sulla sanità regionale, e in particolare sulle liste d’attesa per visite e interventi, ha portato alla luce anche il problema del primo approccio tra utenti e azienda sanitaria ospedaliera.
Nello specifico, in alcuni casi, è emersa un’inadeguata preparazione da parte del persone dei Centri unici di prenotazione, meglio noti come Cup. Si tratta dell’organo che consente la prenotazione di analisi, esami, e visite mediche specialistiche. Qui il paziente dovrebbe essere informato a 360 gradi sulle possibilità a sua disposizione, al fine di ridurre il più possibile i tempi di attesa prima del controllo richiesto. In realtà, talvolta accade che dall’altra parte dello sportello, gli operatori non possiedano piena conoscenza dei diritti del paziente.
«È senza dubbio un aspetto da migliorare. Purtroppo spesso accade che questo tipo di lavoratori sia esterno rispetto all’azienda sanitaria, considerato che quello del Cup è un servizio che all’occorrenza può essere esternalizzato», spiega Maria Letizia Casani, direttore generale dell’Azienda sanitaria ospedaliera Toscana Nord-Ovest.
L’internalizzazione può essere una soluzione? «Potrebbe – dice ancora Casani – ma stiamo parlando di un tema molto delicato, che deve essere trattato dall’alto e col massimo della cautela per i lavoratori». Casani poi parla di quella che secondo lei è una delle cause principali del dilatamento delle liste di attesa. I laureati in medicina non possono lavorare nelle Asl, solo i laureati specializzati.
«Negli ospedali mancano medici e specialisti, e questa è una criticità a livello nazionale. Ci sono laureati che restano fuori dalle strutture, bisognerebbe implementare le borse di studio di specializzazione, c’è veramente un grande bisogno di figure professionali. Con quelle a nostra disposizione stiamo facendo il massimo, tanto che alcuni medici vanno da un ospedale all’altro per correre in aiuto dei colleghi. La carenza di medici è un tema molto importante, che deve essere affrontato concretamente a livello nazionale». —
T.S.
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