Sicurezza
«Plastica intelligente, rigida o morbida in base alle esigenze»
Pisa: le scienziate vincono 3,5 milioni per creare il materiale «L’idea ci è venuta osservando le proboscidi degli elefanti»
Pisa. Tre livornesi a Pisa che lavorano a un robot capace di replicare le caratteristiche della proboscide di un elefante. Sembra l’inizio di una barzelletta, ma è il sunto di un progetto di ricerca internazionale da 3,5 milioni di euro che coinvolge l’Università di Ginevra (Svizzera), l’Università di Gerusalemme (Israele), la Photocentric Ltd. di Peterborough (Regno Unito), la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e, capofila, l’Iit-Istituto italiano di tecnologia a Pontedera. E figure chiave di tutto il programma sono tre scienziate labroniche: Lucia Beccai, Barbara Mazzolai e Cecilia Laschi.
Obiettivo primario della ricerca è inventare un nuovo materiale: un polimero capace di irrigidirsi o diventare morbido a seconda delle necessità. Una specie di plastica intelligente che sappia rispondere ai comandi degli algoritmi (che saranno elaborati al Sant’Anna con la collaborazione di Egidio Falotico) e risultare capace tanto di prendere e non rompere oggetti delicati, quanto di sollevare quegli pesanti e di diversa forma e rigidezza sia in aria sia in acqua. «Insomma, replicare le caratteristiche meccaniche di una proboscide», spiega Lucia Beccai.
Il fine è proprio di realizzare nei laboratori dell’Itt un robot che si comporti come il “naso” di un elefante. «Sarebbe rivoluzionario – continua la coordinatrice del progetto –. Un robot che superi i limiti degli attuali sistemi e sia utilizzabile tanto nel campo dell’industria manifatturiera ed alimentare, quanto nell’assistenza alle persone anziane e disabili».
«L’idea – prosegue Lucia Beccai – è venuta proprio guardando un documentario sull’elefante africano di savana». Per questo è in Sud Africa che da gennaio, e per 18 mesi, si trasferirà il team di ricercatori. Lì, garantendo l’assoluto rispetto degli animali, gli scienziati studieranno da vicino i comportamenti biologici degli elefanti e in particolare la capacità della punta della proboscide di trasformarsi in due vere e proprie dita. Il lavoro proseguirà a Ginevra, dove è presente una proboscide di cui un’analisi tridimensionale individuerà le caratteristiche biologiche, e a Gerusalemme, dove si studierà su quale materiale puntare. Quindi in Inghilterra, dove si realizzerà la plastica intelligente, e soprattutto al Sant’Anna per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e all’Itt di Pontedera per testare il nuovo materiale e provare a realizzare la proboscide robot. —
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