Gioco
Pd-Italia Viva sull’orlo di una crisi Rossi pronto a silurare Saccardi
il governatore: o votano il bilancio o è finita
«Enrico punta a Stefania. Se non prende le distanze dai suoi, potrebbe farla saltare», confida un consigliere dem al rientro in aula, poco dopo la pausa. Sì, un giorno sull’orlo della crisi. Perché se non fosse che a fine giornata il «piano shock» degli italovivaisti diventa piuttosto un timido tok tok sulla manovra, se non fosse che si esaurisce in una canea su Twitter lo scontro frontale fra Enrico Rossi e Italia viva per le parole del governatore sull’«elettroshock» da «usare contro la demenza» dei renziani che minacciano di togliere i loro voti in aula, l’alleanza fra Pd e Renzi in Toscana sarebbe sull’orlo di un crac irreversibile e la fedelissima Stefania Saccardi a un passo dall’esclusione dalla giunta.
Lo si capisce in mattinata, quando deputati, senatori, militanti veri o fake, influencer e troll italovivaisti si scatenano contro Rossi. Una slavina di tweet indignati per la frase - riportata anche dal Tirreno - sfuggita al governatore lunedì nella chat del gruppo regionale del Pd dopo la minaccia di non appoggiare il bilancio in approvazione ieri e oggi se i dem non avessero accolto le proposte di Italia viva. «Se con legge regionale – ha scritto Rossi nel gruppo Whatsapp - non l’avessimo proibito ci sarebbe bisogno per Italia viva di un elettroshock contro il livello di demenza». Apriti cielo. «Il presidente Rossi si vergogni», «ha passato il limite, frasi indegne», twittano deputati e senatori. Tutti retwittati da Renzi. Poi a ruota un esercito di supporter. C’è pure il tempo per una lite fra compagni di partito. Ovvio, via Twitter pure quella. «Rossi ha già creato molti problemi in Toscana, non ne aggiunga altri», scrive il deputato lottiano Antonello Giacomelli. «Sei da troppo tempo distante dalla Toscana, continua a seguire le vicende nazionali», ribatte Rossi. Stefano Scaramelli, capogruppo in Regione, parla «violenza verbale, quanta insensibilità per chi soffre di demenza davvero». Così, dopo un fuoco di fila, che sembra aver riattivato la “bestia” renziana, dove nessuno distingue fra una dichiarazione pubblica e un messaggino lanciato in una chat, alla fine il governatore è costretto a spiegare. Accusa Renzi e i di fare «bassa politica da Prima Repubblica» e di cercare «spazi di visibilità» e agitare le acque per spaccare il centrosinistra a cinque mesi dal voto per le regionali. La frase sull’elettroshock era «una battuta in una chat privata strumentalizzata». Giudica il metodo dei renziani «cinico, spregiudicato e irresponsabile», perché, pur avendo una rappresentante in giunta, «un giorno prima dell'approvazione del bilancio improvvisamente minacciano di non votarlo». Affonda su Saccardi. Sebbene l’assessore alla sanità «gestisca l’80%» del budget, «non è stata capace di convincere i suoi amici di partito dall'astenersi da tante sguaiate dichiarazioni». Avverte: se Italia viva non dà l’ok alla manovra «la maggioranza è finita». Tradotto: rimpasto, spaccatura a 5 mesi dal voto per le Regionali. Di più: teme che proprio questo possa essere «il risultato che qualcuno persegue. In questi giorni infatti si è sentito parlare di un possibile accordo di desistenza tra Matteo Renzi e Matteo Salvini in Toscana».
Poi, in serata dall’aula sembrano arrivare segnali di pace. «Il piano shock da un miliardo e 200 milioni si è ristretto - sorride un consigliere dem - Italia viva ha presentato un emendamento in cui chiede di aumentare gli investimenti per lo sport da 1 e 1,2 milioni». Insomma, tanto rumore per nulla. Poi Scaramelli però avverte gli ex compagni: il via libera ci sarà se i dem appoggeranno l’ordine del giorno. Così tutto sembra di nuovo precipitare, con una drammatizzazione farsesca e incomprensibile Rossi, furioso, torna all’attacco nella chat contro chi ha passato la frase ai giornali. Spara un nuovo Whatsapp e annuncia un esposto alla procura per violazione della corrispondenza privata. E il peggio è che è tutto vero. —
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