Le scuole superiori cascano a pezzi servono 1,4 miliardi ci sono 95 milioni
L’assessora Grieco fa il punto, anche con le Province, che però non hanno un soldo. Nasce task force per i bandi
Scuole da rifare ex novo. Muri delle classi che non reggono. Infissi da cambiare. Vecchia storia. Le scuole superiori sono in condizioni precarie. Ma lo sono anche quelle toscane di proprietà delle Province. Quando va bene hanno cent’anni (alcune anche di più). Quando va male sono state costruite negli anni Sessanta o Settanta quando i governi dell’epoca permettevano la realizzazione di edifici pubblici, e dunque anche delle scuole superiori, col calcestruzzo di pessima qualità. E ora tantissimi istituti sono a rischio.
POCHI SOLDI
A gennaio la Regione metterà a disposizione delle Province 95 milioni di euro. Sono fondi della Banca di investimenti europea. Fanno parte di una riserva nazionale del 30% dedicata all’edilizia scolastica provinciale che la Regione ha elevato volontariamente al 40%. Pronti da elargire alle Province per le scuole più malandate. Ma arrivano in ritardo. Erano finanziamenti decisi l’agosto 2018, resi spendibili dopo un anno e mezzo. Non solo. 95 milioni di euro sono pochi. Anzi. Pochissimi. È stato calcolato, infatti, che ci vuole un miliardo e 400 milioni di euro per 400 interventi di riqualificazione o di costruzione ex novo delle scuole superiori delle province toscane. È il fabbisogno calcolato per il triennio 2018-2020. Le scuole toscane vedranno i primi 95 milioni relativi al 2018 a gennaio 2020, poi ne arriveranno altri 40 relativi al 2019, mentre il rimanente relativo al 2020 non si sa.
PROVINCE a zero
Intanto le Province hanno le casse a zero o giù di lì. La cura dimagrante imposta dai governi italiani tra il 2015 e il 2017, quando col referendum si pensava di spazzarle via (poi gli italiani hanno dato un segnale opposto), ha ridotto le loro risorse all’osso. Ora però pare esserci un cambio di passo. È l’assessora all’istruzione della Regione Toscana nonché capa della commissione istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Cristina Grieco, a certificarlo: «L’incertezza durante il governo Renzi non ha aiutato. Ma ora ripartiamo». Sì, ma da dove? Vasto programma.
LE SCUOLE MESSE PEGGIO
La Provincia di Livorno ha le scuole superiori messe peggio. L’assessora Grieco le conosce bene perché da livornese e da preside c’ha lavorato dentro. La Provincia di Pistoia segue a ruota. Bene invece, secondo Grieco, la Provincia di Lucca. Bene anche le scuole delle zone sismiche. Quelle a più alto rischio crolli. «In Mugello (dove il terremoto ha colpito duro qualche giorno fa) e Lunigiana si è intervenuto per tempo. Aulla è apposto. Semmai c’è l’istituto comprensivo Baracchini di Villafranca (siamo nel Comune di Massa, ndr) a mezzo. È un complesso enorme. Il 50 per cento è stato rifatto nuovo e antisismico. L’altro 50 per cento è da fare», spiega l’assessora. E dà una mano anche il Genio civile per gli interventi anti sismici.
LA TASK FORCE
Creata dall’Agenzia di coesione territoriale, è un gruppo di esperti a disposizione del Enti locali. «Sarà di supporto alle Province per elaborare al meglio i progetti di edilizia scolastica e partecipare ai bandi per finanziamento degli stessi», spiega il responsabile del settore educazione e istruzione della Regione Sara Mele. Il punto della situazione si è tenuto ieri in sede della Giunta regionale, tra l’assessore Cristina Grieco e i presidenti della Province. —
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