Sicurezza
Per Boris Johnson il primo bivio è sul negazionismo climatico
Dopo il voto britannico
Niente sfratto per l’inquilino di Downing street n. 10. Boris Johnson con queste elezioni ipoteca un lungo contratto d’affitto per la residenza del primo ministro Uk. E ottiene l’investitura per procedere, speditamente, alla Brexit. Per un divorzio con Bruxelles che quasi certamente avrà una ricaduta sul programma di politiche ambientali del futuro esecutivo britannico.
Da Londra non si allontana quindi solo un Continente, ma 40 anni di politica, quella delle stringenti legislazioni europee vigenti in materia di rispetto ambientale. Le prossime scelte verdi del Regno Unito saranno il risultato di una partita giocata in tutt’altro campo, quello degli accordi commerciali con l’Europa. Con la Brexit cade ogni obbligo giuridico sul rispetto degli standard ambientali, dal controllo del livello di emissioni inquinanti nell’industria, alle norme nei trasporti, rifiuti e biodiversità. Nel discorso di insediamento, pur non dedicando molto spazio al tema, Johnson ha detto: “Avete votato per diventare carbon neutral entro il 2050 e noi lo faremo”. Sottolineando “nuovi investimenti colossali nella scienza, per usare il nostro incredibile vantaggio tecnologico per rendere questo paese il più pulito e verde del pianeta, con il programma ambientale più ambizioso di sempre”. Non è entrato tuttavia nei particolari ma ha voluto fare un accostamento alquanto “bizzarro”: teorizzando che una volta risolto il periodo di immigrazione di massa le città del Regno “non solo saranno orgogliosamente britanniche, ma vanteranno anche una vasta energia ibrida”.
Lo slogan “britannici first” è ovviamente ricalcato dalla propaganda del suo mentore Donald Trump. Il quale oltre a professare il negazionismo climatico ha adottato un drastico taglio alle politiche ambientali statunitensi e “smantellato” i poteri dell’Agenzia federale. Decisioni che Johnson promette di non seguire, almeno per ora. Sono passati solo pochi giorni da quando un gruppo di 350 ricercatori climatici britannici, ha lanciato un appello al premier chiedendogli di rinnegare le “pericolose” e “irresponsabili” idee del presidente a stelle e strisce. Poche ore prima la neo-presidente della Commissione Europea aveva ufficialmente lanciato il programma di Green Deal, aprendo una nuova fase d’indirizzo ambientale. Certo è che con questa maggioranza schiacciante dal novello Donald Trump ci si può aspettare di tutto, anche che il giardino “verde” di Downing street assomigli sempre di più a quello “grigio” della Casa Bianca.
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