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Video scandalo l’Università di Pisa deposita la querela contro Bello FiGo
Senza autorizzazione il trapper era entrato a Economia per girare scene “hot”: il “taglio” delle immagini non lo salva
PISA. Ora è ufficiale. L’università di Pisa ha formalizzato la denuncia contro il trapper Bello FiGo, all’anagrafe Paul Yeboah, per il video hot girato nell’aula 4 del dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa. Nei giorni scorsi, dopo il clamore suscitato dalle immagini che hanno fatto il giro del mondo, il rettore Paolo Mancarella aveva spiegato di essersi rivolto ad un ufficio legale, intenzionato a tutelare il buon nome e l’immagine dell’Ateneo. L’altra mattina gli avvocati incaricati di redigere la denuncia sono andati direttamente alla Procura e hanno depositato l’atto. Il video è stato girato senza autorizzazione ed è stato indubbiamente fatto un uso improprio degli spazi universitari. Sarà compito del magistrato qualificare il reato che emergerà dalle condotte di chi ha realizzato e partecipato al video.
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Nella clip, che ha suscitato tante polemiche e che è stata rimossa da Youtube, si vedono ragazze che simulano situazioni sexy con il giovane cantante ghanese, residente a Parma, sdraiate su cattedre e banchi di studio. Stando a quanto è emerso in questi giorni – il rettore da noi interpellato, non vuole entrare nei dettagli della querela – l’università avrebbe formalizzato la denuncia anche sulla base dei risultati di una prima indagine interna. Sulle tracce di Bello Figo e della sua troupe l’Ateneo avrebbe messo un pool di informatici per studiare il materiale a disposizione su internet.
Oltre al video pubblicato sul suo canale Youtube, il cantante ha lasciato “tracce” del blitz anche sul suo profilo Instagram. Immagini considerate utili anche per individuare l’eventuale “basista” del trapper, vale a dire chi abbia aperto le porte della facoltà all’allegra comitiva. A distanza di giorni e anche dopo che le immagini sono state censurate, non mancano le polemiche per il video trash girato senza alcuna autorizzazione.
Il video era stato pubblicato on line dal 6 dicembre sul canale YouTube (con circa 200mila visualizzazioni), per promuovere una canzone intitolata “Trombo a facoltà”, accompagnata da parole e immagini dal carattere non proprio educativo.
Dopo la minaccia dell’Università era stato rimosso (e sostituito con un altro in cui erano presenti solo immagini girate in una camera di albergo a Pisa) ma evidentemente questo non è servito a salvare gli organizzatori da una querela. Si cercherà di capire dunque come il trapper, la sua troupe e un cast composto da cinque instagramers, abbia avuto accesso all’edificio. Forse, molto più semplicemente di quanto si immagini, qualcuno li ha fatti entrare.
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