Proteste
Un programma che voterei
Tornare in una scuola dopo molti anni è un’esperienza terapeutica. Ve la consiglio. Ritrovi antichesensazioni di aule e corridoi, percepisci la musicalità di passi e grida. C’è un po’ di smarrimento
Nell’auditorium pieno di ragazzi è suonata la campanella: a quel punto il mio ego è stato sconfitto.
Ero al microfono perché uno studente aveva posto una questione sul giornalismo: diciamo che esiste un’azienda che fa riciclaggio di denaro sporco, e diciamo che la pubblicazione di quella notizia causerebbe la crisi dell’attività, con il licenziamento di lavoratori incolpevoli. Che cosa deve fare un giornalista? Stavo rispondendo (deve pubblicarla, quella notizia; deve verificarla e pubblicarla. E subito dopo deve battersi perché i posti di lavoro siano messi al sicuro. Le colpe di un reato non sono di chi lo racconta, sono di chi lo commette). Mi sentivo intelligentissimo. Solo che, appunto, è suonata la campanella. La platea si è alzata di colpo e se n’è andata. Ho concluso in fretta e mi hanno fatto un applausino di compassione: vai, ciao, ora c’è la ricreazione.
Il mio ego è finito dietro la lavagna però va detto che i ragazzi erano stati attenti per quasi due ore, al Cattaneo di San Miniato, dove Pier Vittorio Buffa ha ricevuto il premio Ghinetti e ha tenuto una lezione intensa, cavalcando ricordi e visioni.
Tornare in una scuola dopo molti anni è un’esperienza terapeutica. Ve la consiglio. Ritrovi antiche sensazioni di aule e corridoi, percepisci la musicalità di passi e grida. C’è un po’ di smarrimento. Posso entrare? A chi devo chiedere? I professori, per oscuri automatismi sensoriali, diventano autorità anche per te che sei estraneo alle loro gerarchie. A San Miniato ho visto pareti tappezzate di sorrisi: centinaia di foto raccontano scambi con studenti tedeschi, viaggi, feste, amicizie e bandierine. Mentre noi guardiamo la pay tv e litighiamo su Facebook (roba da vecchi) questi ragazzi si incontrano e costruiscono l’Europa.
Su un muro hanno rielaborato un passo di Borges. “Chi si prende cura, chi rispetta l’ambiente, chi ha il coraggio di dire no, chi non giudica, chi si ama per quello che è, chi non si ferma al primo ostacolo: queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo”. È un buon programma elettorale. Io lo voterei.
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