Finanza
Sei cose che pensiamo di Massimo Sestini
Il fotoreporter ha ricevuto il premio comunicatore 2019
Sei cose che pensiamo di Massimo Sestini.
1) È un vero innovatore: non produce una foto uguale a quella che ha scattato un giorno fa o un anno fa. Neppure se era stata definita un capolavoro. Lui “deve” cambiare.
2) È un vero innovatore (l’ho già detto?) perché trova sempre una chiave unica: un’angolazione, una tecnica, una narrazione.
3) In un settore caratterizzato da una competizione impressionante, dominato da ego robusti come porte blindate, il nome di Massimo esce miracolosamente intatto e indenne da ogni malignità. Conosco centinaia di bravissimi fotografi in tutta Italia e nessuno, dico nessuno, ha mai sparlato di lui. Tutti dicono che è abile e capace, che è originale e che è un fenomeno. Probabilmente perché è la semplice verità.
4) Non sei tu a commissionare a Massimo una foto speciale. Semmai è lui che ci ha pensato prima di te, e te la propone.
5) Quando accade un grande fatto, e in redazione piovono tante foto da professionisti e lettori, io aspetto a selezionarne una per la prima pagina o per l’ingombro più spettacolare. Aspetto che arrivi quella di Sestini. Come minimo entrerà in lizza per la scelta finale.
6) Massimo non se la tira. È deciso ma umile, è consapevole ma sa sognare. Fanno programmi televisivi su di lui, ma è il solito ragazzo che tanti anni fa ti parlava entusiasta del suo ultimo scatto. È scaltro, certo. Ma è anche puro e innocente.
Per queste sei ragioni, o forse per mille ragioni diverse, Massimo Sestini ieri ha ricevuto a Firenze il premio Comunicatore 2019, promosso dal Corecom presieduto da Enzo Brogi, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, del sindaco di Firenze Dario Nardella, di Giancarlo Antognoni e di Laura Lezza, una sua collega proprio forte, che ha illustrato il talento e la visione di questo fotoreporter che ogni giorno impara e ogni giorno insegna. Complimenti da tutto il Tirreno.
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