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Toscana

Il prof elogia Hitler: «I veri mostri sono i giudei». L’università di Siena lo denuncia

Mario Neri
Il prof elogia Hitler: «I veri mostri sono i giudei». L’università di Siena lo denuncia

Castrucci, docente di inneggia al Führer “difensore dell’Occidente”. Scatta l’esposto in procura. Il ministro: «Frasi inaccettabili». E l'ateneo chiede il licenziamento

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LIVORNO. Dopo minuti scialati a compulsare questa scia graveolente di tweet pieni di teorie farlocche, falsi storici, messaggini più o meno cifrati, più o meno pelosi, infarciti di ossessioni antisemite e complottiste, d’istinto viene da pensare che il profilo di Emanuele Castrucci sia un fake, una bufala, e che anche lui come noi sia vittima «di qualcuno che lo odia così tanto da volerlo far apparire una discarica intellettuale», ha scritto Luciano Capone, giornalista del Foglio, uno dei primi a scoperchiare la natura di questo docente dell’università di Siena finora rimasto quel che era nella sua bolla social di follower neofascisti, anti-euro e sovranisti compiacenti.

E invece no. È tutto vero. Anzi, è tutto nero. Ci sono i tweet-elogio su Evola e i Protocolli dei Savi di Sion che, seppure diffondono il più bieco antisemitismo e un falso storico, magari raccontano «fatti veri». Ci sono quelli sui grandi classici filonazisti, i libri di Henry Ford, slavine di battutine sugli ebrei e il complotto «giudaico-massonico», quelli contro «la campagna omosessualista», che nessuno sa bene cos’è ma lui è convinto trami «per l’eliminazione della razza bianca». Per lui, poi, Napolitano è un golpista, il premier Conte colpevole di «alto tradimento». E poi c’è il tweet dei tweet, che a fine giornata cancella con la foga di un ragazzino, travolto dalle polemiche, dalle denunce, dalla paura di perdere il posto.

In fondo il rettore di Siena, Francesco Frati, s’è deciso ad usare il pugno di ferro: «Chiederemo il licenziamento», dice ore dopo che, in un tweet di risposta a chi gli chiedeva conto dei deliri di uno dei “suoi” prof di Giurisprudenza, aveva derubricato quei cinguettii a cose scritte a «titolo personale». Che tanto l’ateneo è da sempre «antifascista». Come se il web ormai non fosse già stato invaso dagli screenshot. Quelli del post che ha scatenato tutto. Una foto di Hitler e il cane Blondi: «Vi hanno detto che sono stato un mostro – fa dire al fuhrer redivivo Castrucci – per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo». Chi sono i mostri? Gli ebrei.

Sessantasette anni, originario di Monterosso, questo professore ordinario di filosofia del diritto ha provato a rilanciarla più volte in questi mesi la sua perla, quasi si aspettasse che qualcuno prima o poi gli avrebbe regalato visibilità. Così il prof filonazi ci prova il 16 giugno, poi il 25 settembre, ancora l’11 ottobre e infine il 30 novembre. Sempre la stessa frasetta. E alla fine il caos scoppia davvero. E che cavolo, che fino a lì fra tutti i cuori neri che lo seguono (fra i follower pure l’eurodeputato legista Antonio Maria Rinaldi) su Twitter erano stati così in pochi a cuorarlo. E invece questa volta è arrivato Giuseppe Amendolara ad aiutarlo. Tanto che il prof retwitta: l’abominio è mica quel tenerone di Hitler (uno che adora gli animali), no, i «veri mostri» sono «gli usurai nasoni» che «a New York ordinarono la guerra» contro la Germania nazista che «voleva» solo «stampare moneta».

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Figurarsi, Twitter diventa una bolgia. Il profilo dell’Università di Siena viene assediato da chi chiede come sia possibile che un revisionista e negazionista insegni in un ateneo italiano. Lui precisa. Chi lo contesta non l’ha compreso, si appella alla libertà di espressione» e dice che se Hitler «non era certamente un santo, difendeva la civiltà europea». Certo, sterminando 6 milioni di persone. Parte la caccia agli amici vip. Spunta un tweet di due anni prima del deputato leghista Claudio Borghi che lo invita a pranzo. «Era un follower fra mille, ci ho preso un caffè due anni fa al bar di contrada - dice il guru no-euro di Salvini - mi ha detto che non era senese e che faceva il prof lì».

La notte porta consiglio e il rettore adotta la linea della severità, annuncia la richiesta di licenziamento alla commissione disciplinare e presenta un esposto contestando a Castrucci l’apologia di fascismo e l’istigazione all’odio razziale. Lo stesso fanno il governatore Enrico Rossi e la comunità ebraica di Firenze. «I deliri neonazisti e antisemiti di Castrucci non possono passare sotto silenzio. Non siamo davanti a libera manifestazione del pensiero ma a un’esplicita apologia di crimini compiuti dal nazismo e dai suoi alleati. Sgomenta che sia un prof universitario a promuoverla», dice il presidente David Liscia.

Anche perché il rettorato viene subissato di messaggi di docenti e studenti infuriati. Perfino il ministro Lorenzo Fioramonti è netto: «Ho visto i post e quelle frasi, e sono inaccettabili. La Costituzione è molto chiara sull’apologia di fascismo». Castrucci, ovvio, solleva un’ondata di reazioni e condanne. Politici e intellettuali tutti d’accordo: uno così non può stare in un’università italiana. Quel che preoccupa è che su Twitter si genera subito anche un piccolo esercito di troll che vorrebbe farne un martire della libertà di espressione. Anche se quella libertà viene usata per esaltare chi l’ha bruciata nei lager. —

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di Redazione web