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Bello FiGo e le ragazze livornesi: il video scandalo girato senza permessi all’Università di Pisa
Il rapper trash gira in un’aula di Economia a Pisa “Trombo a facoltà” con cinque giovani. L’ateneo: è abusivo, lo denunceremo
PISA. Il re del trash rap (trap) ha profanato l’Università di Pisa. E lo ha fatto con l’aiuto di modelle, instagramers e youtubers livornesi. Il tutto senza autorizzazione dell’Ateneo e scatenando una polemica che, partita dai social, rischia di finire davanti a un giudice. L’Università fa sapere che «tutelerà il proprio onore e la propria immagine in ogni sede» ed è chiaro che presenterà denuncia per il video che Paul Yeboah, in arte Bello FiGo, ha girato nell’aula 4 del dipartimento di Economia e management del polo universitario pisano. Anche perché il titolo è “Trombo a facoltà” e le immagini sono sboccate quanto la canzone che le accompagna. Un testo, senza essere bigotti, che non si può che definire volgare e che rischia di prestarsi a strumentalizzazioni e polemiche di stampo razzista.
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La canzone risale al 22 gennaio, ma il video è stato pubblicato sul canale YouTube di Bello FiGo il 6 dicembre e in meno di 4 giorni è stato visto da 70mila persone. Il filmato parte da una stanza, presumibilmente d’albergo, dove fanno bella mostra quadri di Keith Haring (autore a Pisa del murales “Tuttomondo” sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio abate) e cinque giovani modelle svestite, si sarebbe detto un tempo, al limite della censura.
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Il testo della canzone e le immagini raccontano le difficoltà del giovane ghanese residente a Parma che si dichiara incapace di soddisfare sessualmente le tante donne bianche che ha intorno e che lo pagherebbero o sarebbero pagate per partecipare alle orge. «No, ma non so più come fare. Ieri sera questa, sabato l’altra. Mi ci vuole o una spalla che mi dia una mano, o un c...o di ricambio. Facoltà, trombo a facoltà», canta Bello FiGo mentre le immagini passano dalla stanza d’albergo al dipartimento di Economia e management dell’Università di Pisa. Prima in esterno, con il trapper che balla sotto l’insegna della facoltà, poi in un’aula all’interno del polo universitario. Il sopralluogo effettuato ieri dal Tirreno ha tolto ogni dubbio: si tratta dell’aula 4 subito ribattezzata sui social come “aula gang”.
Anche se, a sorpresa, il testo e le immagini boccaccesche di “Trombo a facoltà” più che ironia hanno causato sdegno non solo nei vertici dell’Ateneo ma anche tra gli studenti. E allo scandalo si aggiunge il fattore campanile tra Pisa e Livorno. I “complici” di Bello FiGo sono infatti labronici. O almeno lo sono tre delle cinque modelle presenti nel video – le instagrammers Chiara Conforti, Francesca Renda e Zerina Qeti – e il regista e la fotografa del video, Adeline Patricia Buzzori e Lorenzo Galassi, che il Tirreno ha cercato di contattare ieri senza ricevere risposta.
Resta dunque un mistero il perché abbiano scelto di ambientare il video a Pisa e nella sua Università. Così come non è stato ancora chiarito chi abbia permesso al trapper, alle modelle, alla fotografa e al regista di accedere e girare le immagini del video nell’aula 4 del polo universitario. «Il filmato non è stato autorizzato», ha ribadito più volte nella giornata di ieri l’Ateneo che, oltre alla già citata denuncia contro Bello FiGo, sarà costretto ad effettuare un’indagine per individuare se vi siano o meno dei responsabili interni. Il video dello scandalo tra i banchi dell’Università non può restare impunito.
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