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Terremoto in Mugello, centinaia di scosse. Sono 250 gli sfollati: dormiranno all'autodromo. Scuole chiuse - Video

Terremoto in Mugello, centinaia di scosse. Sono 250 gli sfollati: dormiranno all'autodromo. Scuole chiuse - Video

È in corso uno sciame sismico, la scossa più forte nel cuore della notte con magnitudo di 4,5. Istituita una "zona rossa" nel centro storico di Barberino: aperto anche l'autodromo per ospitare la popolazione allontanata dalle abitazioni. Circolazione dei treni in tilt per ore, poi torna alla normalità

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FIRENZE. Case lesionate, chiese danneggiate, circa 250 sfollati. E ancora tanta paura, mentre la terra continua a tremare. È il primo bilancio del terremoto di magnitudo 4.5 registrato nel Mugello alle 4,37 della notte. L'epicentro a Scarperia San Piero, ad una profondità di 9 chilometri. Una scossa davvero forte, avvertita anche nelle province di Prato e Pistoia e Lucca. Tanta la gente che subito dopo il sisma si è riversata in strada. Scuole chiuse in tutto il Mugello e a Vernio. Traffico ferroviario in tilt per ore con numerosi treni cancellati per controlli sulle linee. Non risultano danni a persone. Chiuso l'outlet. Le scuole del Mugello resteranno chiuse anche martedì 10. Attivata una linea dedicata per segnalazioni e informazioni sul terremoto in Mugello: il numero è 055.27.61.444. 

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236 EVACUATI DA CASA

Per far fronte alle necessità di chi dovrà dormire fuori casa la Protezione civile, insieme a Regione e alla città metropolitana, hanno allestito postazioni per ospitare fino a oltre 400 persone. Nel comune mugellano sono 330 gli interventi richiesti ai Vigili del Fuoco, che da ieri notte stanno lavorando incessantemente per verificare la pericolosità degli edifici. Martedì mattina i controlli si intensificheranno e per questi saranno schierate 20 squadre.

Le aree allestite per ospitare gli sfollati e quanti potrebbero lasciare le loro case in caso di nuove scosse sono, in particolare, all'Autodromo del Mugello, a Scarperia, dove è in arrivo un container con letti e materiale per accogliere fino a 250 persone. Altri spazi sono alla scuola Mazzini di Barberino, con 70 posti, dove è stata allestita anche una tenda della Regione Toscana in grado di ospitare altre 30 persone. Una tensostruttura nell'area dello stabilimento Rifle è in grado di dare ricovero a 120 persone. Infine, altri 30 posti sono stati ricavati nelle scuole di Scarperia e San Piero a Sieve.

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I DANNI

La notte tra domenica e lunedì è stata insonne per gli abitanti di Barberino di Mugello, Galliano, Sant'Agata, Scarperia, San Piero a Sieve, Dicomano, Vicchio, Borgo San Lorenzo, località adagiate sulla faglia Ravenna-Piombino, dove il "colpo" da magnitudo 4.5, che ha pure svegliato gli abitanti di Firenze, Prato e Pistoia, ha convinto tutti a uscire di casa. La popolazione, già in allerta per le avvisaglie serali, è stata trovata pronta dal terremoto più forte delle 4.37. È stato il momento in cui la quasi totalità degli abitanti ha lasciato terrorizzata le case e pernottato in strada, provando a dormire in auto. Gli edifici hanno retto bene, tranne la chiesa di San Silvestro a Barberino che ha avuto loggiato e facciata lesionati, il municipio inagibile per crepe al terzo piano, lo stabile che ospita poste e carabinieri forestali off limits. Altri danni evidenti al convento di Bosco de' Frati e alla chiesa greco-ortodossa di San Bartolomeo a Petrona. Per il resto si parla, per gli edifici più danneggiati, di cadute di calcinacci, di crepe nei muri di tramezzo degli appartamenti, di intonaci staccati: le strutture portanti in cemento armato però sembrano aver tenuto bene ovunque. In ogni caso circa 250 persone stanotte non potranno rientrare a casa.

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LO SCIAME

Non indicano movimenti significativi del suolo i primi dati dei satelliti relativi al terremoto nel Mugello di magnitudo 4,5 avvenuto alle 4,37 di oggi. I dati sono arrivati dal satellite europeo Sentinel 1, che fa parte del programma Copernicus gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea. "Sulla base di questi dati abbiamo calcolato la massa di spostamento, ma non misuriamo movimenti significativi superficiali", ha detto il direttore dell'Osservatorio Nazionale Terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Salvatore Stramondo. L'analisi è avvenuta con la tecnica interferometrica, che consiste nel confrontare le immagini acquisite dai satelliti prima e dopo un terremoto grazie ai Radar ad apertura sintetica (Sar). "Quando vengono elaborati, la differenza - ha aggiunto - ci dà la misura degli spostamenti avvenuti in superficie. Al momento non abbiamo rilevato movimenti. Ulteriori analisi sono in corso".

Intorno alle 17 del 9 dicembre è di almeno 113 il numero delle scosse che si sono susseguite nell'area del Mugello (la lista aggiornata dell'Ingv).

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LA GRANDE PAURA

"Ci siamo svegliati alle prime scosse verso le 3.30, ma poi quando è arrivata quella più forte, che poi abbiamo scoperto è stata di magnitudo 4.5, siamo usciti dalle case, abbiamo avuto una gran paura, non siamo più rientrati". Così alcuni abitanti di Barberino del Mugello descrivono il sisma che la notte scorsa ha colpito il loro territorio. Alcune decine di loro non possono ancora rientrare in casa, altri, che vivono anche nei comuni vicini, non possono accedere ai negozi e agli uffici che possiedono in paese e che si trovano nelle strade di cui è stato vietato l'accesso per motivi di sicurezza. "Le prime scosse verso le 3.30 ci hanno svegliato di colpo - racconta un giovane di Barberino, Gabriele Carpini, che lavora in uno degli esercizi che hanno potuto aprire - ci siamo messi in allarme, così quando poi è arrivata la scossa forte siamo tutti corsi fuori casa. Tutto il paese si è concentrato in piazza Cavour dove erano già arrivati Protezione civile e vigili del fuoco. E' la piazza centrale, hanno fatto togliere tutte le auto in sosta dal parcheggio. E siamo rimasti tutti lì ad aspettare al freddo e mentre pioveva".

Mentre erano riuniti in piazza gli abitanti hanno parlato tra loro delle scene appena vissute nelle proprie case: cedimenti di intonaci, cadute di oggetti, libri, soprammobili, e arredi, porte che sbattevano e persiane che 'ballavano'. "Io abito in una frazione vicina al capoluogo - racconta Isa Gramigni -. All'inizio del terremoto ci siamo svegliati ma ci siamo anche riaddormentati, ma poi quando è arrivata la scossa grossa siamo usciti subito di casa con pochi vestiti indosso e molta paura".

Anche nel pomeriggio prosegue la raccolta di segnalazioni di danni al comando locale dei vigili del fuoco, allestito in piazza Cavour. Notevole la preoccupazione di chi è in coda perché si tratta di coloro che abitano nelle vie in cui non è possibile accedere finché non saranno fatte le verifiche tecniche sugli edifici. Molti temono di non poter tornare in casa per molti giorni e intanto, con pazienza e in modo ordinato, danno il proprio nome ai vigili del fuoco in attesa di sapere cosa devono fare.

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TRENI KO PER ORE: COME FUNZIONANO I RIMBORSI

Oltre 200 addetti sono stati schierati da Trenitalia nelle stazioni ferroviarie e nelle biglietterie per l'assistenza e le informazioni ai viaggiatori in seguito alla scossa di terremoto. Sisma che ha creato disagi e ritardi. Per i treni regionali sono previsti i rimborsi come da normativa mentre per quanto riguarda i treni a media e lunga percorrenza previsto il rimborso del 50% del prezzo del biglietto, in bonus o denaro, per ritardi pari e oltre le due ore; il 25% del prezzo del biglietto, in bonus o denaro, per ritardi fra 60 e 119 minuti. Inoltre, per le Frecce di Trenitalia il rimborso del 25% del prezzo del biglietto, in bonus, per ritardi fra 30 e 59 minuti. Chi ha invece rinunciato al viaggio sui treni a media e lunga percorrenza ha diritto al rimborso integrale del biglietto (che va richiesto prima dell'orario previsto per la partenza) o alla riprogrammazione del proprio viaggio.

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UN SECOLO FA SISMA CON 100 MORTI

Il terremoto nel Mugello arriva ad un secolo da quello del 29 giugno 1919 che causò oltre 100 morti nella stessa area appenninica. In una domenica assolata, poco dopo le 10 del mattino, si registrò una scossa tra il settimo e il nono grado della scala Mercalli con epicentro nella zona di Vicchio, dove ci furono una quarantina di vittime e crollò la metà degli edifici.

Tra i comuni più colpiti anche quelli di Dicomano, Borgo San Lorenzo, San Godenzo, Marradi, Firenzuola, Scarperia, Barberino, Londa, San Godenzo e in parte anche Rufina e Pontassieve. I soccorsi raggiunsero subito i centri del basso Mugello si organizzarono in maniera decente mentre nelle lontani frazioni appenniniche e nei casolari sperduti dell'Alto Mugello e del Santerno molte persone rimasero sotto le macerie e furono trovate solo dopo giorni. Gravi danni interessarono anche decine di località situate sul versante romagnolo dell'Appennino.

 

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