Sicurezza
Ecco l'asilo in salsa leghista: «Prima i più pisani»
La giunta di Conti vuole dare precedenza alle famiglie residenti in città da più tempo. Pd e Sinistra: «È incostituzionale»
PISA. “Prima i più pisani”, in pratica una riedizione sotto la Torre del salviniano “prima gli italiani”. La giunta comunale di Pisa è pronta ad introdurre un nuovo criterio per regolare gli accessi agli asili: dare la precedenza alle famiglie che sono residenti in città da più tempo. Dal prossimo anno, dunque, l’elemento della “storicità di residenza” entrerà in gioco nelle graduatorie di accesso alla scuola materna.
“Revisione delle procedure di iscrizione e assegnazione dei posti presso i nidi d’infanzia, prevedendo un criterio premiante per l’assegnazione del posto a chi è residente da più anni”, si legge nel Documento unico di programmazione (Dup) collegato al bilancio comunale di previsione che sarà discusso in consiglio il 19 dicembre. In quelle poche righe è contenuta l’indicazione politica della giunta a trazione leghista.. Anche se regolamento e dettagli sono rinviati al bando di prossima pubblicazione, tanto basta per scatenare le opposizioni.
«Una riarticolazione in salsa pisana dello slogan leghista, ripreso da Casapound e Forza Nuova, “prima gli italiani”, che in questo caso va a colpire i bambini più piccoli», dice Francesco Auletta, consigliere comunale della sinistra radicale sotto la sigla Diritti in comune. «È l’ennesimo intervento di propaganda con cui si mira a colpire lo “straniero”. In realtà si colpiscono anche tutte le giovani coppie, magari precarie e che si sono trasferite da poco in città».
Non da meno l’attacco del consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd): «A parte il fatto che la Corte Costituzionale ha già bocciato un provvedimento analogo in Veneto, considerare questo parametro a discapito del reddito è chiaramente in contrasto con la funzione sociale degli asili nido».
Chi respinge ogni critica è proprio Michele Conti, sindaco leghista di Pisa: «Da una frase estrapolata dal Dup è stato costruito un teorema per cui il criterio della storicità della residenza finirebbe per contare più dell’Isee. Non è e non sarà così». Peraltro l’idea di regolamentare gli accessi agli asili comunali attraverso il criterio della residenza non è un caso isolato per la giunta pisana. Viene infatti utilizzato anche per l’emergenza abitativa, il bonus idrico, il bonus Tari e il bonus per le mamme in difficoltà. Tutte agevolazioni su graduatorie o bollette rispetto alle quali, posto un tetto Isee (a 25mila oppure a 30mila euro), il criterio della residenza continuativa finisce per determinare la graduatoria degli aventi diritto.
«Ma nel regolamento saranno inseriti molti criteri (Isee, invalidità, numero di componenti del nucleo familiare, storicità della residenza) che combinati ed equilibrati tra loro cercheranno di dare risposta a tutti, con priorità alle fasce più deboli», dice il sindaco Conti, ribadendo comunque l’intenzione «di voler premiare chi sceglie di radicare la propria vita familiare nel nostro territorio, ma senza penalizzare nessuno». —
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