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Regionali, Salvini esclude Ceccardi. Due politici aggrediti fuori dal palasport - Video
Un gruppo di antagonisti accerchia il sindaco di Massa e l’assessora Ravagli e li insulta, lei cade a terra. Il Capitano prende tempo sul candidato governatore
Per battezzare il candidato del centrodestra alla guida della Regione c’è tempo. Per ora il Capitano Matteo Salvini alla folla che lo acclama al Tuscany Hall si limita ad annunciare la non candidata, quasi a procedere per esclusione. Non sarà la zarina Susanna Ceccardi, tornata di gran moda negli ultimi giorni. «Si sta battendo come una leonessa in Europa - la elogia e la accantona il capitano - Ed è bene che continui il suo lavoro lì».
E non serve nemmeno scrutare i piccoli segnali come facevano i cultori del politburo sovietico, che dalle posizioni alla sfilata del Primo Maggio sulla piazza Rossa cercavano di capire chi fosse in ascesa e in discesa nell’insondabile sistema di potere comunista. Al tavolo sul palco, accanto a Salvini ci sono tutti e due gli altri favoriti nella corsa alla candidatura: alla sua destra il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, alla sinistra il sindaco di Pisa Michele Conti e il collega di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Del resto l’ha detto lo stesso Salvini rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se aveva trovato il “centravanti”: «È ancora presto, le elezioni sono a maggio, ci sono tante personalità disponibili, c’è tempo per scegliere la persona giusta. Per adesso costruiamo la squadra». Una frenata, visto che l’annuncio era dato per imminente. Determinata forse anche dall’arrivo in settimana della decisione del Pd di puntare su Eugenio Giani. «Quello che fanno gli altri non mi interessa - commenta Salvini - Non conto di vincere per debolezze altrui ma per la forza della nostra squadra. Molti toscani mi chiedono un futuro diverso e non mi pare che il nome di Giani rappresenti il rinnovamento. È una scelta che guarda al passato».
La serata era stata preceduta da alcune tensioni all’esterno del Tuscany Hall per la presenza di alcune decine di antagonisti. La situazione è degenerata quando un gruppetto di giovani che contestavano l’iniziativa ha circondato e insultato l’assessora all’ambiente e alla cultura di Massa, Veronica Ravagli e il marito che con il sindaco di Massa, Francesco Persiani e la sua consorte stavano raggiungendo il palasport. Nel parapiglia Ravagli è caduta. «Mentre ero a terra e gridavo aiuto hanno continuato a insultarci - ha raccontato Ravagli - Ci avevano presi di mira solo perché eravamo vestiti in maniera elegante e andavamo alla cena». L’arrivo della polizia municipale ha messo in fuga il gruppetto di giovani. Nella caduta l’assessora non ha riportato ferite. L’episodio è avvenuto in via Aretina, una parallela del lungarno in cui si trova il Tuscany Hall e che era invece presidiato dalle forze dell’ordine.
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Ravagli ha spiegato che, impaurita, ha preso «il telefono e iniziato a girare un video. A quel punto mi hanno strappato il telefono gettandolo via e sono stata spinta a terra. Nel frattempo hanno sputato in faccia al sindaco e a mio marito».
«Ci hanno circondato, offeso, minacciato di picchiarci, sputato addosso - ha raccontato il sindaco Persiani - Ci siamo spaventati perché nei paraggi c’era solo un agente di polizia municipale e abbiamo temuto il peggio. Alla fine è andata bene».
Salvini ha poi commentato l’episodio: «Le manifestazioni pacifiche a me piacciono, non quelle dei delinquenti e dei violenti che hanno aggredito il sindaco di Massa e un assessore con le loro famiglie. Mi piacerebbe che qualcuno denunciasse che non è possibile dover schierare 200 poliziotti e carabinieri per fare una cena».
Accolto dagli applausi e da una musica trionfale stile Rocky, al grido di “Matteo-Matteo”, Salvini in giacca blu e camicia bianca è salito sul palco e ha galvanizzato i 1200 presenti attaccando il sistema di potere Pd in Toscana, "fatto di finanza e poteri forti", e sottolineando come in tanti chiedano di cambiare. Poche parole sulle 40.000 Sardine riunite in piazza della Repubblica per sfidarlo. «Fanno bene a manifestare, ma se lo fanno contro di me allora con loro non parlo, preferisco parlare con i miei».
Poi via libera alla cena (prezzo popolare, 30 euro) per i 1.200 amministratori, politici, dirigenti e sostenitori della Lega. Menu toscano, peposo e Chianti, con qualche deroga: il primo, lasagnette alla sorrentina, e il dolce, una zuppa inglese. Chissà, forse un riferimento alla Brexit.
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