La manifestazione
Attività fisica sì ma senza esagerare: i consigli del responsabile di Lucca di Medicina dello sport
Gli esami da fare e le precauzioni da prendere. A Lucca l’unico centro toscano che cura gli infortuni con le onde d’urto
Fare sport tempra il fisico e nobilita l’animo, è vero. Ma perché questo accada, è fondamentale correre, pedalare, saltare tenendo conto delle capacità del proprio corpo; sport – se ti tratta di livello amatoriale – non vuole stressare il proprio organismo oltre il limite ma cercare di conservare al meglio le proprie capacità, che con gli anni sono destinate a scemare. Per fare questo – chiunque ami mettersi in gioco dal punto di vista sportivo – deve rivolgersi ad un buon medico dello sport, che lo consigli su come, quando e quanto allenarsi. Si dice che lo sport – quello fatto bene – prevenga malattie, migliori il sonno e abbassi il livello di stress; è vero, ma non sempre, perché a volte l’orgoglio di competere supera l’amore per il proprio corpo, che va invece tutelato.
All’ospedale di Lucca è in servizio il dottor Carlo Giammattei – un passato al seguito della nazionale campione del mondo 2006 e un veterano delle corse ciclistiche – che è un’autorità quando si parla di medicina dello sport; oltretutto a Lucca esiste una struttura – l’unica in Toscana – dove poter ricevere la terapia con le onde d’urto, parecchio adatta per il recupero da molteplici patologie da sovraccarico che coinvolgono spalla, ginocchio, gomito e piede. E – sempre a Lucca, in questa unità diretta da Giammattei , che abbiamo intervistato – vi è anche un importante laboratorio per verificare anche l’eventuale abuso di farmaci negli atleti professionisti. Insomma, prima di fare sport – a livello amatoriale o agonistico – è bene farsi controllare.
Dottore, quali esami è importante fare prima di praticare sport?
Partiamo dal presupposto che ogni agonista tesserato per una società annualmente deve sottoporsi a esami che variano in base alla disciplina; fino ai 40 anni si fanno elettrocardiogramma a riposo, visita medica completa, spirometro, esame delle urine e prova da sforzo. Dopo i 40 anni, invece, gli esami diventano più approfonditi. In ogni caso ogni anno è buona cosa sottoporsi ad esami a tutto tondo: prova da sforzo massimale al cicloergometro, così da individuare eventuali segnali di ischemie o aritmie, più esami per delineare il profilo ematico e altri per quello respiratorio. Tutto questo ci serve per individuare la “cilindrata” di quella persona, così da capire qual è l’attività fisica consona per quello sportivo.
C'è un problema di abuso di farmaci?
Come dico sempre l’attività nei non agonisti non può diventare uno stress, anche perché è ormai scientificamente riconosciuto che nella fascia over (50-65 anni) sottoporsi a ritmi troppo elevati non porta benefici al corpo. Diversa è la questione dei professionisti, che qui seguiamo grazie ad un laboratorio che ci permette anche (il servizio è a pagamento ndc) di avere il profilo ematico di un atleta e di capire anche se c’è un abuso di farmaci. Paradossalmente questo accade di più negli amatori, dove i controlli sono molto più blandi e dove l’improvvisazione nell’assumere farmaci può fare danni ancora più grandi. Il problema è che questo mercato è sempre in espansione. E questo è grave, perché si mette in gioco la salute per alimentare il proprio ego.
Quali sono i rischi?
Basti pensare che quando si fanno certi sforzi il cuore va anche a 170 battiti, la pressione massima supera i 200: se ci aggiungi anche farmaci per aumentare la prestazione metti ancor più in difficoltà il sistema cardiocircolatorio (e non solo). Dobbiamo far capire che la competizione non deve essere esasperata, un’uscita in bici con gli amici non è la gara della vita e noi non siamo dei ciclisti allenati a sopportare certi ritmi.
Come si fa attività fisica nel modo giusto?
Chi fa sport deve sempre idratarsi durante l’allenamento o la competizione, perché l’acqua va reintegrata sempre. E’ sconsigliato fare sport troppo vicino ad un pasto – perché il corpo è già impegnato nella digestione – così come farlo troppo lontano da un pasto, perché viceversa si rischia l’ipoglicemia.In ogni caso l’alimentazione va curata prima, durante e dopo lo sforzo.
C’è, poi, la questione del recupero dei traumi da stress con le onde di urto: come agiscono?
A Lucca abbiamo la fortuna di avere l’unica macchina in Toscana che sfrutta onde acustiche – come quelle per rompere i calcoli renali – per intervenire sulle patologie da sovraccarico:tendinopatia calcifica e non calcifica della spalla, tendinopatia quadricipitale, rotulea, achillea e fascite plantare. In questi casi il tendine sottoposto a stress si infiamma e va incontro ad un processo di degenerazione. Praticamente con queste onde andiamo a risvegliare quel punto infiammato, avviando un processo di autoguarigione; il dolore scompare perché il tessuto si è rigenerato. Le onde acustiche – a guida ecografica e radiologica – ci consentono di evitare l’impiego di farmaci: nel 90% dei casi bastano 3 sedute e il problema viene risolto. A Lucca lo facciamo da anni e anche grazie al lavoro della direzione - con a capo la dottoressa Maria Letizia Casani - siamo rimasti un polo di medicina dello sport all’avanguardia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

