Sicurezza
Buona e salutare, la patata è un alimento adatto a tutti
La nutrizionista Giusi D’Urso sfata le false notizie sul tubero più desiderato della tavola: può essere consumato dai diabetici al posto di pane e pasta
Originaria del Centro e America Latina, è arrivata a noi attraverso le scorribande spagnole del XIV secolo. A pasta gialla, bianca, rossastra, viola ciascuna varietà ha una propensione più o meno spiccata per essere fritta, in crema, arrostita, al vapore. In cucina gli utilizzi sono svariati, portando in tavola minerali, vitamine e amidi con facilità per la semplicità di utilizzo aiutata anche dall’alta digeribilità. «In passato è stato fatto un po’ di terrorismo, vietata a chi è in sovrappeso, obeso e a chi soffre di diabete. Invece, i benefici di questo tubero sono molti – spiega la nutrizionista Giusi D’Urso - e può entrare nella nostra dieta senza danneggiare lo stato di salute. È vero, contiene molti zuccheri ma si tratta di amido, quindi zuccheri complessi che rappresentano, sì, una fonte importante di energia ma anche un fattore essenziale per raggiungere la sazietà. Quindi, consumata al posto di pasta, pane e altre fonti carboidratiche, è ottima e non dannosa». Stimolante per le funzioni intestinali grazie alle fibre, questo tubero è può ridurre l’assorbimento degli zuccheri e del colesterolo nel sangue; grazie a vitamina C, carotenoidi e flavonoidi contenuti soprattutto nella buccia compie un’azione antiossidante; apportando poco sodio e molto potassio contrasta l’ipertensione e la ritenzione idrica; è utile in caso di gastrite; per la presenza di vitamina C la biodisponibilità del ferro aumenta assolvendo funzioni antianemiche. «La patata ha un alto indice glicemico, ma è molto saziante. Quindi, se consumata con moderazione, al posto di pasta e pane, con un filo d’olio o cotta al forno con poco olio, associandola a una fonte di fibra (spinaci, rapini, bietola, finocchi, insalate) e una pietanza proteica, rappresenta un ottimo alimento che soddisfa il palato e non danneggia nemmeno i diabetici. Per cui - conclude Giusi D’Urso - la chiave è l’informazione corretta. Perché un diabetico dovrebbe rinunciare a gustarsi una porzione di patate? Basta spiegargli come fare per non danneggiare il suo stato di salute». Parente lontana di pomodori e peperoni, appartiene alla famiglia delle Solanaceae. Poco considerata quando giunse in Europa, catturò l’attenzione dei francesi grazie alla caparbietà dell’agronomo e nutrizionista di Antoine Parmentier. «Importante è il buon contenuto di potassio, pochissimo sodio e il basso contenuto di fitti – aggiunge la nutrizionista - I fitti sono sostanze che limitano l’assorbimento di minerali. Per cui nelle patate, essendo molto bassi, si ha una facilitazione nell’assorbire i minerali del pasto e quelli contenuti nell'ortaggio stesso. Dato che la vitamina C è termolabile, con la cottura viene persa quasi completamente». —
Tanti sali minerali e la pressione resta più sotto controllo
Valori nutrizionali per 100 gr di patate bollite con la buccia (85 Kcal): Potassio: 570 mg. Partecipa alla contrazione muscolare (incluso il cuore), regola l’equilibrio dei liquidi corporei, aiuta a mantenere la pressione nella norma. Fosforo: 54 mg. Importante per ossa e denti, ha un ruolo nella trasformazione del cibo in energia. Magnesio: 28 mg. Contribuisce a formazione di denti e ossa, produzione di energia e trasmissione di stimoli elettrici. Calcio: 10 mg. Essenziale per lo sviluppo e salute di ossa e denti. Ferro: 0.6 mg. Fondamentale per transito dell’ossigeno dai polmoni al resto del corpo, produzione di alcuni ormoni e tessuto connettivo. Vit. A: 3 mg. Essenziale per pelle, vista, denti e ossa, rinforza il sistema immunitario. Vit. C: 8 mg. Ha un’azione antiossidante ed è fondamentale per neutralizzare i radicali liberi.
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