Il Tirreno

Toscana

la tragedia di Pisa 

Aveva le cuffiette, travolto dal treno: muore studente di 20 anni

P.B.

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pisa. È successo tutto in un attimo. Lo studente, con le cuffie alle orecchie, si china per superare le sbarre del passaggio a livello pedonale. Il treno merci diretto verso Lucca, il cui macchinista tra buio e rumore non si accorge dell’ostacolo laterale. E in quell’attimo la vita di Andrea Nobilini, 20 anni compiuti a settembre, di Brescia, si interrompe lungo i binari. L’impatto non è stato diretto, né devastante come gli investimenti ferroviari spesso raccontano nei loro epiloghi tragici. È bastato, si fa per dire, che uno spunzone esterno del convoglio colpisse il volto dello studente universitario per scaraventarlo a decine di metri tra rovi e sassi della linea ferrata. Erano le 6 in quella periferia di Pisa, a Gagno, abbastanza al centro, ma accessibile negli affitti per gli studenti fuori sede.

Andrea era uno delle migliaia di giovani che vivono in città per frequentare l’ateneo pisano. Era iscritto a Medicina, figlio unico, e prima di incrociare il suo destino con quello di un treno aveva passato la notte con gli amici a una festa. La fatalità c’entra fino a un certo punto. Gli investigatori di polizia e Polfer hanno trovato le cuffiette per ascoltare la musica che il giovane aveva al momento di abbassarsi per attraversare i binari.

Un passaggio utilizzato chissà quante volte. Abitava nei paraggi e, come spesso avviene per ridurre le spese, condivideva con altri studenti un appartamento. Una serata di festa, il rientro all’alba con la musica che attutisce e isola ad accompagnare la passeggiata verso casa prima di affrontare il passaggio a livello. Il mondo di Andrea finisce qui. —

P.B.

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