La protesta
Banchi di sardine invadono la Toscana, Firenze test del nuovo antisalvinismo
Treni, bus e “macchinate” da tutta la regione per l’appuntamento del 30 novembre, quando il leghista riunirà mille persone al Tuscany hall per annunciare il candidato alle elezioni regionali. Parlano i tre giovani organizzatori, ma uno dei promotori si ritira per le pèolemiche sulla vicinanza al Pd
FIRENZE. Mattia Ceccarelli, di Strada in Chianti, se l’è tatuata su una gamba, una sardina. Poi c’è già chi organizza treni, bus, “macchinate”. Da Pistoia, Lucca, perfino dal Casentino. Chi posta un kit per stampare e ritagliare il pesce simbolo di quest’onda anti-salviniana, chi caricature carnivore del Capitano che con la bocca spalancata si mangia il «razzismo», «l’anticultura», «il Movimento 5 stelle», chi avanza distinguo, precisa, prende le distanze dal Pd e dalla sinistra, chi invece la sinistra la rimpiange ma non i partiti in cui si è geneticamente mutata, chi di partiti e simboli non ne vuole proprio sapere. «L’appartenenza politica dei singoli iscritti non mi interessa, mi interessano solo gli ideali ed i valori di tutti gli iscritti a questo gruppo», scrive Maurizio Casalini. Perché sì, dopo i 7mila di Bologna e Modena, Firenze. Dopo l’Emilia, la Toscana.
«La Toscana non si lega», si chiama l’evento creato su Facebook per riunire le “sardine” della regione e farle confluire nel capoluogo sabato 30 novembre. Non è un giorno scelto a caso. Perché se in quella data Matteo Salvini sarà al Tuscany Hall per una cena con mille invitati e l’obiettivo annunciato di ufficializzare il nome del candidato per le regionali (in cima ai rumors leghisti c’è il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna), in Piazza della Repubblica a Firenze sono attese migliaia di persone. All’evento lanciato su Facebook venerdì scorso hanno già aderito in 40 mila, oltre 9mila i partecipanti, altri 29.900 sono interessati. Su questa scia sono nati gruppi simili a Pisa, all’Elba. Dalla città della Torre stanno organizzando anche un treno speciale. Niente simboli di partito, ovvio, e soprattutto «senza violenza e odio, senza fumogeni o sassi». Nessuno scontro. Anzi, una manifestazione «pacifica» e a distanza.
«Il collante è l’anti-salvinismo? Non direi, piuttosto è la difesa dei valori costituzionali, la democrazia, la fratellanza, la tolleranza. Il nostro non è un messaggio contro qualcuno, ma per qualcosa, per la difesa di una idea. Certo, saranno i numeri in contrasto tra di loro. Da una parte la piazza con migliaia di persone, dall’altra una cena per mille invitati», dice Matilde Sparacino, 20enne siciliana, studentessa di psicologia a Firenze e una delle leader del movimento fiorentino e toscano. Che però sconta già una piccola crepa. Perché il primo organizzatore, l’attivista che aveva creato l’evento online, s’è appena ritirato dal gruppo, travolto dall’accusa di aver impresso sulle sardine toscane il marchio Pd, sebbene nella presentazione dell’evento avesse lanciato una chiamata ad «incontrarci, stare insieme come comunità oltre le bandiere e i partiti». Sì perché il promotore è stato Bernard Dika, 21enne pistoiese che Matteo Renzi volle come millennials fra i membri della “sua” direzione dem e che oggi lavora nello staff di Eugenio Giani come consulente per i social media, insomma una specie di regista della “bestiola” social gianiana, cioè al servizio del probabile candidato del Pd alle prossime regionali. «Alla faccia delle sardine non schierate politicamente, come tanto andavano dicendo», ha scritto Libero. «Sia chiaro, se bisogna slegarsi per favorire il Pd io esco subito», scrive Andrea Cerrai sul gruppo pisano “Pisa si slega” e il suo è il tono di molti dei commenti.
Poco importa ai tre giovanissimi a cui Dika ha lasciato le redini. Oltre a Sparacino, ci sono Danilo Maglio e Cristiano Atticciati, napoletani, entrambi studenti universitari a Firenze. Tutti, giurano, non hanno «mai avuto contatti ravvicinati con la politica, mai una tessera in tasca, abbiamo conosciuto Bernard in ateneo». È affidata a loro l’organizzazione. Sono già riusciti a ottenere l’autorizzazione per la piazza. Proveranno anche a portare sul palco un cantante, forniranno un kit per stampare le sardine. E se la cena leghista è in programma alle 20.30, il mega flash mob andrà in scena alle 18.30, per consentire ai fiorentini di non dover scegliere fra l’impegno civico e la Fiorentina. C’è già la piazza, e cioè Piazza della Repubblica. E tutti e tre, appunto, con un certo piglio naif, provano a smarcarsi dall’anti-salvinismo, ripetendo lo stesso refrain: «Non siamo contro qualcuno, per la difesa dei valori costituzionali». Atticciati arriva a dire che la data del 30 è «casuale», anche se nella descrizione dell’evento su Facebook si specifica: «Sabato 30 novembre Salvini organizza una cena al Tuscany Hall di Firenze dando avvio alla campagna elettorale in Toscana.... Perché Salvini può dire che prenderà la Toscana e tutti noi stiamo zitti?» —
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