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Confindustria Toscana: ci servono 80.000 lavoratori e non li troviamo

Ilenia Reali
Andrea Fratoni, presidente Confindustria giovani di Grosseto, un laboratorio di pelletteria e Eleonora Anselmi, presidente Confindustria giovani Toscana
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Andrea Fratoni, presidente Confindustria giovani di Grosseto, un laboratorio di pelletteria e Eleonora Anselmi, presidente Confindustria giovani Toscana

I giovani industriali toscani hanno incontrato 1.000 studenti: «Ecco cosa dovete studiare per trovare un posto». Per il 2020 si calcola che c'è bisogno di circa 6.000 addetti del comparto moda e oltre 5.000 operai meccanici specializzati

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Medicina di precisione, intelligenza artificiale, neuro-robotica e big data. Al Politecnico di Milano, da quest’anno, è attivo un corso che al termine del percorso universitario dà diritto a due lauree, quella in medicina e quella in ingegneria informatica. La professione del medico sta cambiando, la robotica è sempre più presente in sala operatoria e il mondo della formazione si sta semplicemente adeguando alle necessità. Un’esperienza avanzata, quella del Politecnico, che serve però a illuminare quei giovani che stanno scegliendo quale il percorso di studi o quegli adulti che provano a riqualificarsi.
Oggi più che mai un curriculum multidisciplinare e ricco di esperienze, anche molto diverse tra loro, fa la differenza.
Nel pubblico, negli ospedali, ma anche – e soprattutto – nelle industrie, piccole e grandi, le figure richieste cambiano anno dopo anno e la richiesta di personale preparato e iperspecializzato si fa sempre più stringente. Pensiamo al mondo della domotica e a tutte quelle figure professionali (dal geometra all’elettricista) che devono progettare e realizzare impianti. O al giornalista, o comunicatore, che sempre di più si confronta per i propri storytelling con l’analisi dei dati e quindi dall’informatica.

Poi ci sono tutti quei lavori, nel settore della meccanica o della moda, che abbinano conoscenze nuove come l’utilizzo di nuovi macchinari alle vecchie, basti pensare alla ricchezza sotto il profilo professionale che può avere una conoscenza approfondita dei materiali e dei processi.

I SETTORI CHE OFFRONO LAVORO

In Toscana le aziende hanno difficoltà a reperire ogni anno 80.000 figure professionali.

«In particolare per il 2020 – spiega Eleonora Anselmi, presidente Confindustria Toscana Giovani - si parla della necessità di trovare circa 6.000 addetti del comparto moda e oltre 5.000 operai meccanici specializzati. Alta anche la richiesta di ingegneri: sono oltre 4.000 quelli che le imprese faticano trovare. Si stima che una professionalità su 3 tra quelle elencate nel triennio 2019-2021 non sarà reperibile».

Non a caso Confindustria ieri ha organizzato l’incontro in sette città toscane tra imprenditori, docenti universitari, coordinatori dei vari Its (corsi post diploma) con i ragazzi delle quarte e quinte degli istituti superiori. Mille gli studenti coinvolti in contemporanea ad Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Pisa, Pistoia e Prato.

Un focus sulle professioni del futuro. «Una bussola per orientarsi fra i tanti percorsi formativi - aggiunge Anselmi - che offrono straordinarie opportunità occupazionali, ma che spesso i giovani studenti non conoscono o conoscono ancora troppo poco. Sono stati più di 50 i relatori che hanno partecipato agli incontri. L’impresa del futuro ha bisogno dei giovani: per questo serve avvicinare il mondo del lavoro a quello della formazione e orientare i giovani a fare le scelte giuste».

«Il nostro Paese - continua la presidente dei giovani industriali - non ha materie prime, ma ha capitale umano, conoscenza e talento e su questo dobbiamo puntare provando a ridurre quel mismatch tra domanda e offerta di lavoro che esiste anche nel nostro territorio».


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COSA SI STUDIA, COSA SERVIREBBE

La domanda di lavoro delle imprese toscane è maggiore per gli di amministrazione finanza e marketing (25%), del turismo (19%), dal sistema moda (15%) e della meccanica (12%) e dell’elettronica all’8%.

L’offerta è più consistente di diplomati viene dall’amministrazione finanza e marketing (39%), dall’indirizzo produttivo manifatturiero (11%) e dalle costruzioni, ambiente e territorio.

Sono quindi il sistema moda (-15%), della meccanica (-9%) e dei trasporti e logistica (-4%) a non soddisfare la richiesta di persone mentre l’indirizzo informatico, delle telecomunicazioni, del sociosanitario e turismo «mostrano - in base a una ricerca di Confindustria e Ance Toscana - un sostanziale equilibrio».

Ecco quindi che il percorso formativo selezionato influenza notevolmente il futuro dei giovani e del tessuto economico toscano: ci sono diplomi la cui offerta supera di gran lunga la domanda (area amministrazione, finanza e marketing, della produzione industriale e artigiana, delle costruzioni ma anche dell’area agraria, agroalimentare e zootecnica) e altri di cui invece ci sarebbe molto bisogno, istituti tessili, della moda, con indirizzo elettronico ed elettrotecnico.

L’OFFERTA DEGLI ITS IN TOSCANA

«Per creare profili adeguati - sottolinea Anselmi - stiamo collaborando e organizzandoci con gli Its. Attualmente in Toscana ce ne sono sette e toccano vari settori, dall’energia sostenibile alle tecnologie della vita, al turismo al food».

Si tratta di corsi biennali realizzati in stretta collaborazione con le imprese del territorio e «secondo l’ultimo monitoraggio su 139 percorsi conclusosi nel 2017 a livello nazionale l’80% dei diplomati ha trovato lavoro e di questi il 90% nel settore scelto». In Toscana la percentuale l’84,7% di chi ha frequentato un Its ha trovato lavoro, in alcuni casi la percentuale è superiore al 90%.

I POSTI NELLE IMPRESE PER I LAUREATI

La Toscana ha un altro primato in tema di formazione: il tasso di laureati che trova un’occupazione da 1 a 3 anni dal conseguimento della laurea è del 63,2%.

In Lombardia e in Piemonte lo trova il 20% in più.

Anche in questo caso è questione di scelte e c’è un disequilibrio tra domanda delle imprese e offerta di lavoro. Le aziende - sempre in base all’indagine di Confidustria - cercano prevalentemente laureati con indirizzo economico statistico (28%), ingegneri (25%) con oltre la metà per ingegneria elettronica e dell’informazione, laureati nelle discipline dell’insegnamento e della formazione (13%) e i medici e gli operatori socio sanitari (17%).

Tra questi mancano gli specializzati in statistica, ingegneria e chimica farmaceutica. C’è invece un eccesso di offerta che riguarda lettere, filosofia, storia e gli indirizzi giuridici.

In uno studio elaborato a livello nazionale emeerge che complessivamente i settori manifatturieri avranno bisogno nel triennio di 193mila lavoratori, la meccanica 68mila, l’alimentare 30mila, Ict 45mila, il tessile-abbigliamento 21mila con una richiesta maggiore per modellisti di capi di abbigliamento, la chimica 18mila con una gran fame di analisti chimici e tecnici di laboratorio.

IL CASO DI ELETTROMAR

Elettromar è un’azienda che si occupa di automazione industriale, si occupa di progettazione hardware e software e di tutta la parte di officina e installazione degli impianti.

«Nell’ultimo anno - racconta Andrea Fratoni, consigliere del cda dell’azienda e presidente dei giovani diConfindustria Grosseto - abbiamo assunto in due anni tra le 30 e le 40 persone. Si tratta di figure con competenze tecniche, la maggior parte diplomaati di istituti professionali a indirizzo elettrotecnico, meccanico e anche ingegneri informartici, elettrici e elettronici. Per trovare le persone giuste abbiamo attivato tante collaborazioni con gli Its e Ifts, siamo stati docenti nelle scuole e in alcuni casi abbiamo contribuito anche a progettare i corsi. Presto ricominceremo a progettare altri corsi».

Per Elettromar trovare persone da assumere non è facile. «Nel nostro caso immagino perché siamo a Follonica, un po’ decentrati. Poi c’è stato un disallineamento tra le scelte scolastiche dei ragazzi e le nostre richieste. Molti ragazzi li abbiamo infatti assunti a Pistoia e a Firenze. In generale quella che viviamo noi e la situazione generale e per questo nell’iniziativa “Orientato” a Grosseto ho consigliato di scegliere una fomrazione tecnica». —




 

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