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Firenze, scoperta una voragine sotto il Lungarno Diaz dopo una fuga di gas
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L'intervento di vigili del fuoco e tecnici di Toscana Energia in Lungarno DiazIl sindaco Nardella: "Ha dimensioni ragguardevoli". E' sotto il piano stradale nel tratto tra Ponte alle Grazie e piazza Mentana, non lontano dal Ponte Vecchio.Nel maggio 2016 una voragine di circa 200 metri per sette di larghezza si aprì sul lungarno Torrigiani
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FIRENZE. Una voragine sotto il piano stradale del lungarno Diaz a Firenze, nel tratto tra Ponte alle Grazie e piazza Mentana, non lontano dal Ponte Vecchio, è stata scoperta in seguito a una fuga di gas ieri sera, domenica 17 novembre, che ha portato alla chiusura della strada. "Ieri (domenica 17, ndr), intorno alle 17.30 si è registrata una perdita di gas significativa - ha spiegato il sindaco di Firenze Dario Nardella -, E quando i vigili del fuoco con i tecnici di Toscana Energia hanno forato la sede stradale si sono resi conto della presenza di una cavità di dimensioni ragguardevoli, in cui si è accumulato il gas".
Nel maggio 2016 una voragine di circa 200 metri per sette di larghezza si aprì sul lungarno Torrigiani, sul lato opposto del fiume rispetto al lungarno Diaz. "Non abbiamo ancora le misure esatte, è di sicuro una cavità importante", ha aggiunto Nardella. "I vigili del fuoco hanno fatto tutte le verifiche del caso insieme al Genio civile - ha detto ancora -, e ad oggi non abbiamo elementi per ritenere che ci siano rischi per la stabilità degli edifici, altrimenti dovrei intervenire tempestivamente per disporre l'evacuazione".
"Le operazioni da stanotte sono state finalizzate a tirar fuori il gas - ha continuato -, cosa che ancora si sta facendo, per iniziare a vedere nel dettaglio cosa ci fosse sotto". Nella cavità, spiega Palazzo Vecchio in una nota, è stato notato il passaggio di acqua, probabilmente proveniente dal fiume attraverso la sottofondazione dei muri d'argine con asportazione del materiale di riempimento. Il fenomeno ha provocato la rottura del tubo in ghisa del gas. Nel tratto non esistono tubazioni di grande diametro dell'acquedotto.
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Per Nardella, "è presto per parlare di tempi per la riapertura. Oggi (lunedì 18 novembre, ndr) abbiamo deciso di costruire un gruppo operativo coordinato dall'ingegner Parenti, di concerto con il genio civile sul modello del gruppo costituito per il lungarno Torrigiani". Nardella ha poi detto che è stato concordato "di intervenire in urgenza utilizzando le risorse di cui la Regione dispone per situazioni di questo tipo, anche connesse alla situazione di calamità naturale che si sta registrando sulle rive dell'Arno".
Dunque, ha concluso, "riepilogando le fasi sono quelle dell'eliminazione di ogni residuo di gas, la misurazione della verifica dell'entità di questo buco che nel tratto interno del lungarno e capire la dinamica di questo flusso d'acqua per intervenire e ripristinare tutto". Per quanto riguarda la viabilità "non ci sono state gravi conseguenze perché siamo nella Ztl e abbiamo già una viabilità alternativa predisposta per altri lavori".
ILGENIO CIVILE: "C'E' UN PRINCIPIO DI EROSIONE"
Dopo il crollo sul lungarno Torrigiani a Firenze, nel 2016, venne svolto un monitoraggio e per il lungarno Diaz, che si trova sul lato opposto del fiume, emerse che "c'era un principio di erosione, ma non si arrivava a pensare che la cavità potesse arrivare fino a questo livello. Era un principio di erosione derivante dalla dinamica d'alveo però sono eventi contenuti, puntuali che tenevamo sotto osservazione".
Lo ha detto Leandro Radicchi, ingegnere del Genio civile parlando con i giornalisti. A chi gli chiedeva il motivo per cui nessuno si era accorto del problema, Radicchi ha spiegato che "la cavità è molto distante rispetto al fiume, la nostra indagine era concentrata alla dinamica d'alveo".
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