Il Tirreno

Toscana

Piombino, veleni in città. E Il sindaco cambia idea su Segre: sì alla cittadinanza

Cristiano Lozito
Piombino, veleni in città. E Il sindaco cambia idea su Segre: sì alla cittadinanza

Nella notte imbrattata l’insegna del “Tirreno”, tanti messaggi di solidarietà alla redazione

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PIOMBINO. Una scritta nera sulla targa della redazione piombinese del Tirreno: “Menzogne”. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati dei passanti nella notte tra lunedì e martedì, poi al mattino i giornalisti hanno denunciato il fatto ai carabinieri. È l’ultimo frutto avvelenato di un clima d’odio e intolleranza che attraversa la città dell’acciaio fin dalla campagna elettorale per alle amministrative di giugno e minaccia di propagarsi ancora nella scia che porterà alle Regionali della prossima primavera.

La scritta, sintomo dell’insofferenza sempre più diffusa al ruolo esercitato dalla stampa, e su cui hanno effettuato i rilievi gli uomini dell’Arma, arriva dopo mesi di tensioni e polemiche. L’ultima quella del no del sindaco Francesco Ferrari al conferimento della cittadinanza alla senatrice Liliana Segre, proposta dal Prc, e inizialmente definita dal sindaco una “provocazione”, perché la cittadinanza «va data a chi ha fatto qualcosa per Piombino». Un no pronunciato da Ferrari durante la cerimonia d’inaugurazione della sede del suo partito, Fratelli d’Italia, poi sull’onda delle proteste e delle polemiche tramutatosi in un invito alla Segre alla Giornata della Memoria e ieri infine in un sì chiaro alla cittadinanza onoraria per la senatrice, seppur condizionato al voto del consiglio comunale del 25 novembre.

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Una situazione raccontata domenica dal Tirreno web e che rapidamente sui social ha dato vita a grandi polemiche e scambi di accuse. Del resto il clima in città, per usare un eufemismo è ancora molto acceso dopo le amministrative di giugno: Piombino per 70 anni è stata rossa e poi di centrosinistra, a giugno ha scelto in massa la coalizione proposta da Ferrari che pur proveniendo da Fdi ha puntato su molte liste civiche, tenendo fuori in quella fase il più possibile i partiti di centrodestra. Situazione cambiata dopo la sua elezione. Da quel momento sta sempre più emergendo il carattere politico della compagine, in vista dell’approssimarsi delle regionali, giudicate fondamentali da Ferrari per «poter davvero cambiare le cose dopo aver abbattuto il muro di Piombino». Situazione calda, dunque, in una città che ha deciso di cambiare radicalmente, ma dove alcuni valori (Piombino è Medaglia d’oro al valor militare) sono rimasti immutati.

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L’episodio che ha visto il Tirreno oggetto di un atto oltraggioso, arriva un mese dopo l’imbrattamento dell’auto di un noto esponente del Comitato salute pubblica, appena dimesso, che sul parabrezza aveva trovato anche un foglio ricco di offese e di intimidazioni, e dopo le scritte antisemite apparse nei giorni scorsi in una via del centro. I carabinieri dopo i rilievi sulla targa del Tirreno, hanno deciso di visionare le riprese di alcune telecamere della zona.

Alla redazione piombinese del Tirreno ieri sono piovuti un migliaio di messaggi di solidarietà: tra i primi a intervenire il sindaco Ferrari, il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il consigliere regionale Gianni Anselmi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione, Andrea Martella, la Federazione nazionale della stampa, l’Associazione stampa toscana, l’Ordine dei giornalisti, i colleghi di Repubblica, Nazione, Corriere Fiorentino. E tantissimi lettori, intervenuti per esprimere tutta la loro vicinanza al Tirreno che, giustamente, sentono come una cosa loro. —


 

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